Fidel, in tutte le dimensioni della Rivoluzione
Fidel lo possiamo incontrare ad ogni passo, in ogni angolo e in ogni opera sociale edificata con lo sforzo di un paese in Rivoluzione.
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Fidel lo possiamo incontrare ad ogni passo, in ogni angolo e in ogni opera sociale edificata con lo sforzo di un paese in Rivoluzione.
A San Lorenzo entrò nell’immortalità «quell’uomo di marmo» che, 147 anni dopo ci guida ancora con la sua massima di vita
Di quell’Uomo di Marmo, Fidel disse: «Non c’è ovviamente il minor dubbio, che Céspedes fu il simbolo dello spirito dei cubani di quell’epoca, simbolizzò la dignità e la ribellione di un popolo tuttavia eterogeneo che cominciava a nascere nella storia»
Una pubblicazione del sito web del Ministero delle Relazioni Estere di Cuba, riferendosi ai dettagli offerti da Johana Tablada, vice direttrice generale per gli Stati Uniti della Cancelleria, ricorda che «Il Congresso degli Stati Uniti approva ogni anno circa 50 milioni di dollari del bilancio federale per dedicarli a interferire nei temi interni di Cuba»
Il 27 febbraio del 1874, tutta Cuba perdeva un figlio vitale, le cui lezioni di patriottismo e umiltà lo resero immortale al di là del suo ultimo sparo contro il nemico.
Dopo un anno molto complesso, marcato da un’economia di guerra, Cuba progetta azioni incamminate a ridurre lentamente le distorsioni della macro economia.
Fidel continua a comandare le sue truppe ribelli in una Carovana della Libertà che ha percorso Cuba ogni gennaio, mese in cui si pone ben chiaro che la commemorazione di questo avvenimento trascendentale della storia patria offre la vivacità e il coraggio per nuove vittorie nei tanti combattimenti che sferreremo ancora noi cubani
Quando si ha conquistato l’anima di un popolo non esistono commiati possibili nè verbi al passato che limitano la legittima presenza di un uomo di luce in tutti i tempi. È il merito guadagnato da chi ha saputo amare e fondare. Un uomo al disopra della sua epoca e della sua opera.
Quella mattina gloriosa del 10 ottobre del 1868, Cuba «si risvegliò» dal sottomesso letargo di tre secoli di dominio spagnolo: cominciava così il primo giorno di libertà.
Non muore mai chi vive nella memoria de suo popolo. Non muore mai chi rinasce con il suo esempio una e un’altra volta, nell’essenza di un paese la cui opera migliore si chiama Rivoluzione. Non muore nè morirà mai chi, 62 mesi d’ottobre fa, rese eterna e profonda la sua presenza tra i cubani.