Lo stile di Donald Trump
Il Presidente statunitense ha proposto di «ripulire» la Striscia di Gaza dai palestinesi, e di trasferirli verso l’Egitto e la Giordania
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Il Presidente statunitense ha proposto di «ripulire» la Striscia di Gaza dai palestinesi, e di trasferirli verso l’Egitto e la Giordania
Ogni giorno risulta più evidente che il tuttavia mandatario vuole terminare i suoi giorni alla Casa Bianca creando condizioni irreversibili per far sì che scoppi una nuova conflagrazione mondiale.
Per 75 anni, la violenza derivata dall’usurpazione dei territori palestinesi d parte di Israele, a detrimento delle frontiere stabilite prima del 1967, è stata il saldo atroce di quello che oggi è un genocidio.
Quando sono passati 28 giorni della chiusura di Governo più lunga degli Stati Uniti, il magnate del settore immobiliare, oltre a mangiare e offrire hamburgers nella Casa Bianca è impegnato in una falsa competizione con i democratici alle spalle di 800.000 dipendenti che non stanno lavorando.
Le voci della solidarietà venute da tutto il mondo sono giunte accompagnate dalle condanne del piano statunitense e dall’esigenza che s’elimini il blocco.
Il Governo statunitense non permette una sanzione e nemmeno una critica contro il Governo israeliano
Il suo concetto di Rivoluzione è presente in ogni azione. E non si tratta solo del fatto che lo impariamo a memoria, ma che lo si sappia interiorizzare per farne una bandiera di combattimento di ogni giornata.
60 anni fa il leader della Rivoluzione Cubana visitò Caracas nel suo primo viaggio all’estero dopo il trionfo. Lì, oltre a ringraziare la solidarietà venezuelana con la lotta nella Sierra Maestra, davanti a migliaia di persone, soprattutto di giovani, avvertì sulla necessità di unirci per affrontare le aggressioni di coloro che come oggi si propongono di distruggerci.
Mentre centinaia di manifestanti statunitensi gridano al Presidente: «Biden, Biden, non puoi nasconderti! Ti accusiamo di genocidio!», una legislatrice nella Florida propone d’ammazzare tutti i palestinesi.
Il leader della Rivoluzione con il presidente del Venezuela, Hugo Chávez, firmarono il 14 dicembre del 2004 a L’Avana la Dichiarazione congiunta per la creazione dell’Alternativa Bolivariana per le Americhe (ALBA)