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GIOCHI CENTROAMERICANI E DEI CARAIBI

Bruciati dal calore… umano

La bandiera cubana sventola già nel Villaggio Sportivo, luogo di confluenza degli amori per la patria delle 37 nazioni che animeranno le gare. E tra tante comitive, la nostra ancora una volta fraternizzerà senza vantarsi d’aver vinto al primo posto in generale questa competizione dall’edizione di Panamá 1970.

Siamo negri e siamo orgogliosi d’esserlo

Le parole di Tomie Smith, campione olimpico di Messico-68, prendono vita oggi tra i manifestanti che protestano per l’assassinio di George Floyd

Marabana virtuale il 22 novembre

Corridori di 22 paesi hanno espresso la loro intenzione di partecipare alla corsa  popolare Marabana, che si svolgerà  in maniera virtuale il 22 novembre, dalle  9:00 di mattina, per via delle  attuali condizioni della COVID-19 nella capitale cubana e a livello internazionale

La Cina al centro dell’universo sportivo

Uno sguardo d’ammirazione e rispetto del mondo si è posato sulla Cina durante l’inaugurazione dei Giochi Olimpici d’Inverno.

Mijaín, quarto del mondo?

Cuba ha quattro lottatori tra i primi dieci delle loro divisioni nel ranking del mondo che l’Unione Mondiale di questo sport ha chiuso alla fine di maggio.

Panamericani Giovanili: Cuba a tono con il controllo della COVID-19

Il controllo della COVID-19 è un obbligo che gli organizzatori dei Giochi Sportivi Panamericani della Gioventù - che si svolgeranno dal 25 novembre al 5 dicembre nella stessa città che compie 50 anni dall’appuntamento continentale Cali-1971 - assicurano di rispettare.

La festa paralimpica è iniziata, con Cuba presente

Abbiamo ali. Diceva così il tema della cerimonia d’apertura, martedì 24, dei Giochi Paralimpici Tokio 2020, e gli atleti partecipanti di 160 nazioni hanno sentito che si realizzava uno dei quei sogni nei quali, al disopra di qualsiasi problema viene la volontà di vivere e fraternizzare

Il gerundio che Mike Pence non ha scritto

«Vincendo». Un animoso Mike Pence ha scritto in un tuit questo gerundio il giorno in cui Donald Trump ha imposto alla NFL la sua decisione di non permettere ai giocatori di piegare un ginocchio a terra mentre ascoltavano l’inno nazionale, come protesta per la disuguaglianza razziale e la brutalità della polizia