OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE

Il COI punta nuovamente i suoi cannoni contro la Russia. Il suo richiamo a non realizzare i Giochi Mondiali dell’Amicizia nel 2024, concepiti per rinforzare le relazioni internazionali, per far sì che gli sportivi mostrino la loro abilità a livello di pianeta, è una pratica discriminatoria.
Tatiana Moskakova, attivista in difesa dei diritti umani lo ha dichiarato allegando nel suo canale di Telegram che «il fatto è un’altra violazione grave della Dichiarazione degli atleti che non devono essere discriminati per nessun motivo».
Senza dubbio l’organismo rettore dello sport ha raccomandato alle federazioni internazionali di non permettere ai loro sportivi di partecipare a competizioni in Russia e Bielorussia per via delle ostilità in Ucraina.
Si rispetta poco il COI chiedendo ai suoi paesi membri questo comportamento, mentre guarda verso il lato contrario quando si tratta del genocidio che Israele, con la mano istigatrice e l’aiuto militare degli Stati Uniti, commette a Gaza, dove il massacro somma più di 11 000
assassinati e una cifra superiore ai 5 000 bambini uccisi, contro la domanda della ONU e del mondo intero di fronte a una mattanza mai vista dopo il tempo del fascismo.
Son gli stessi due alleati che hanno votato, completamente soli, contro il documento che una settimana fa ha reclamato l’eliminazione del blocco contro Cuba.
Il COI non si è pronunciato per sospendere questi due aggressori. Nel  caso degli Stati Uniti si abroga il diritto di proibire l’entrata a un evento sportivo nella loro nazione a chiunque non condivida la loro politica.
Noi cubani sappiamo bene come maneggiano tutto questo quando si tratta di atleti classificati in competenze ufficiali.
«Sono sicura che il senso comune prevarrà. Lo sport è libero e indipendente dalle forze politiche», ha sottolineato Moskakova parlando dell’evento che avrà per sede Mosca e Ekaterimburgo, due città distinte per la loro organizzazione degli eventi sportivi.
Questo, di fronte alle dichiarazioni del 14 novembre, di James Macleod, direttore del COI per le relazioni con i comitati olimpici nazionali, che ha detto: «La partecipazione a queste gare contraddice la preservazione dell’indipendenza e dell’autonomia dello sport e violerà le raccomandazioni dell’entità rettrice dell’olimpismo».
Questa è la doppia facciata per giudicare la Russia e la Bielorussia, mentre i veri copevoli stanno ben protetti ai lati del COI. ( GM/Granma Int.)