Fidel, anno uno:le radici del caguairán
Il suo concetto di Rivoluzione è presente in ogni azione. E non si tratta solo del fatto che lo impariamo a memoria, ma che lo si sappia interiorizzare per farne una bandiera di combattimento di ogni giornata.
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Il suo concetto di Rivoluzione è presente in ogni azione. E non si tratta solo del fatto che lo impariamo a memoria, ma che lo si sappia interiorizzare per farne una bandiera di combattimento di ogni giornata.
Ogni giorno risulta più evidente che il tuttavia mandatario vuole terminare i suoi giorni alla Casa Bianca creando condizioni irreversibili per far sì che scoppi una nuova conflagrazione mondiale.
Jair Bolsonaro, il «Trump del tropico» ha attaccato di nuovo le migliaia di medici cubani che sono stati nel suo paese a salvare vite e curare malattie, soprattutto nei luoghi meno ospitali di questa nazione di 210 milioni di abitanti.
Vari paesi, tra i quali Cuba, hanno condannato il bombardamento degli Stati Uniti di venerdì 3 nelle aree dell’aeroporto di Baghdad e l’uso di missili per assassinio collettivo; inoltre hanno fatto dichiarazioni incitando a ridurre le tensioni nella zona.
La congiuntura attuale ha radici negli elementi sistemici propri del neoliberalismo, che hanno smantellato i benefici sociali della Rivoluzione Cittadina.
Un breve percorso per le notizie del settembre del 1973 ci conduce a un Fidel che l’11 settembre era in visita in India e quindi in Vietnam, in uno spazio di tempo che vincolò l’itinerario : il colpo militare in Cile.
Ci sono circa 173 000 militari statunitensi sparsi per il mondo e il bilancio militare annuale supera i 700 000 milioni di dollari.
Non riconoscere da parte di Jair Bolsonaro che il suo paese ha sofferto una dittatura militare tra il 1964 e il 1985, ricevendo assistenza logistica ed economica dagli Stati uniti mediante il piano Condor , è una vera aggressione alla memoria storica.
Sei momenti delle visite di Fidel a Vertici e altri eventi internazionali in paesi dell’Africa, Europa, America Latina e Caraibi, con accenni dei suoi interventi.
Una comunicazione del Capo del Comando Sud ha l’irrispettosa e vergognosa pretesa addizionale di coincidere con il 98º Anniversario della battaglia di Carabobo, una delle azioni principali per l’indipendenza venezuelana.