Il più grande assassino in serie della storia
Samuel Little (il piccolo) è considerato l’assassino in serie con più vittime nella storia moderna degli Stati Uniti. Ha confessato d’aver ucciso almeno 93 persone tra il 1970 e il 2005.
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Samuel Little (il piccolo) è considerato l’assassino in serie con più vittime nella storia moderna degli Stati Uniti. Ha confessato d’aver ucciso almeno 93 persone tra il 1970 e il 2005.
Venti giorni dopo l’azione terrorista contro l’Ambasciata cubana a Washington, né il fatto in sé né le reiterate dichiarazioni del Governo dell’Isola domandando spiegazioni ufficiali da parte del paese dove ‘è avvenuto il pericoloso attacco costituiscono la notizia più importante.
Dieci anni dopo quella storica riunione della Celac, gli Stati Uniti il principale agente di destabilizzazione del mondo, sono coinvolti direttamente o indirettamente, in una decina di conflitti.
La riattivazione di questa Dottrina può far precipitare la regione verso una maggior perdita di sovranità e a una balcanizzazione geopolitica più profonda
Le operazioni della guerra cognitiva promuovono e stimolano emozioni, pensieri e stati d’animo di tipo avverso che possono giungere a livelli d’alta intensità
Accusato di frode fiscale, il magnate rischia una multa di milioni con la perdita del controllo di alcune delle sue proprietà, e non potrà
nemmeno dirigere imprese in Nuova York.
L’assessore alla Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, dal suo account in Twitter, ha affermato con assoluta disinvoltura che «Gli USA inviano una nave scuola nella regione- riferendosi al Venezuela - e Cuba invia mezzi di repressione»
John Bolton si è riunito con «i cuochi» a Miami, in uno spettacolo politico che ha ricordato l’eterno disonore di questi mercenari.
Da quando il Secondo Congresso Internazionale di Parigi, realizzato dal 14 al 20 luglio del 1889, si risolse di celebrare il 1º maggio il Giorno Internazionale dei Lavoratori in omaggio ai Martiri di Chicago e questo si è trasformato in un giorno di protesta contro l’oppressione, in un simbolo di lotta dei lavoratori di tutto il mondo.
In questo luogo, il 15 agosto del 1805, Bolívar giurò: «Non darò pace al mio braccio, nè riposo alla mia anima sino a che non avrò rotto le catene che ci opprimono per volontà del potere spagnolo».