Il ritorno della Monroe: l’America Latina al crocevia
La riattivazione di questa Dottrina può far precipitare la regione verso una maggior perdita di sovranità e a una balcanizzazione geopolitica più profonda
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La riattivazione di questa Dottrina può far precipitare la regione verso una maggior perdita di sovranità e a una balcanizzazione geopolitica più profonda
Le operazioni della guerra cognitiva promuovono e stimolano emozioni, pensieri e stati d’animo di tipo avverso che possono giungere a livelli d’alta intensità
Il nome della cità celta di Numancia passò alla storia come paradigma de resistenza contro l’invasore. La città affrontò per 15 mesi l’assedio e il rigoroso blocco teso dai romani, sino a chela popolazione vittima della fame e delle malattie, cadde nelle mani degli attaccanti nell’estate dell’anno 133 AC
Oggi si sa che si conosceva con anticipo l’avvenimento che si preparava. Forse non avevano calcolato le dimensioni, ma sì, si sapeva che sarebbe successo qualcosa.
Si tratta dello strumento giuridico fondamentale del Governo della Casa Bianca contro Cuba, con la pretesa di trasformarci in una loro dipendenza Coloniale.
Le operazioni della guerra della conoscenza promuovono e stimolano emozioni e stati d’animo di tipo avversivo che possono raggiungere livelli d’alta intensità.
La portavoce del Dipartimento di Stato degli USA, Kristina Rosales, è stata molto precisa: «Cuba resta nella lista, non c’è nessun cambio, non ci sono annunci e non c’è nessuna novità», e ha precisato che qualsiasi decisione al rispetto verrà informata unicamente dagli Stati Uniti e non da un terzo paese.
John Quincy Adams, diplomatico e politico statunitense, che fu il sesto presidente degli Stati Uniti (1825-1829), ha nel suo curriculum, oltre ad altre avventure imperiali, un fallito «apporto» alle scienze.
L’accordo del G7 ha appena riaffermato un precedente fatale: l’uso di misure coercitive contro le finanze di terzi, trasformato in arma di dissuasione da Washington
Il Venezuela è una nazione di uomini liberi e sul loro popolo oggi si scarica la superbia dei «padroni del mondo», per non piegarsi, per non abbassare la testa e accettare il capestro dell’ignominia. Ha commesso il peggiore delitto che un popolo può commettere di fronte a un impero, il delitto di non sottomettersi.