OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE

Dopo più di un anno di controversie interne e valutazioni di rischio, i leaders  del Gruppo dei Sette (G7) hanno realizzato nel vertice annuale in Italia un accordo politico per un prestito di  50 000 milioni di dollari destinati all’ Ucraina, utilizzando gli attivi russi congelati dall’Occidente.
Secondo i piani del G7, i fondi si destineranno alle necessità di Kiev attraverso un prestito degli Stati Uniti che sarà restituito a Washington con gli interessi ottenuti dai circa 300 000 milioni di dollari dei capitali russi bloccati, la maggioranza dei quali si trovano in paesi dell’Unione Europea.
Senza parvenza di dubbio l’approvazione recente da parte di Washington di una legislazione che permette all’Amministrazione del presidente Joe Biden di confiscare attivi del gigante euroasiatico nelle banche statunitensi e trasferirli in Ucraina, ha contribuito ad aprire il cammino all’accordo del G7. La risposta di fronte a questa grave provocazione non si è fatta aspettare.
Il ministro dei Temi Esteri della Russia, Serguéi Lavrov, ha avvisato che il suo paese risponderà in maniera simmetrica alla decisione approvata dal G7. La Cancelleria russa ha definito la disposizione come «una provocazione» che danneggia non solo gli investitori privati, ma anche i fondi sovrani.
La portavoce degli Esteri, María Zajárova, ha indicato che qsuta azione può provocare «uno squilibrio assoluto del sistema finanziario e una crisi
devastante… ci sono sufficienti proprietà e fondi europei in Russia, e le inevitabili misure di  rappresaglia per Bruxelless saranno estremamente
dolorose»,  ha detto la diplomática.
Vale la pena ricordare che di fronte alla possibilità reale diuna decisione a parte dell’Europa e degli Stati Uniti di confiscare i capitali russi, il
presidente Vladímir Putin ha firmato lo scorso 23 maggio, un Decreto, che permette al suo paese di confiscare i beni di imprese o individui
statunitensi, nel caso dell’utilizzo dei fondi di Mosca confiscati.
L’accordo del G7 ha appena riaffermato un precedente fatale: l’uso di misure coercitive contro le finanze di terzi, trasformato in arma di dissuasione da  Washington Inoltre questo passo lancia un interrogativo: chi garantisce che non accada lo stesso ad altre nazioni nel caso in cui i loro interessi vadano contro le famose regole stabilite dagli statunitensi per il mondo?
In quest’ordine di cose l’Unione Europea potrebbe dover affrontare una notevole uscita di capitali per via del ritiro dei fondi degli investitori della maggioranza dei paesi del mondo.  Questo senza considerare che le rappresaglie di Mosca possono danneggiare seriamente l’economia europea già danneggiata da misure coercitive economiche prese contro la Russia .
Il Vecchio Continente possiede la maggior parte degli attivi russi e le misure annunciate sarebbero estremamente dure per loro.  
Fontes: AP, Sputnik e RT (GM/Granma Int.)