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L’assassinio di Kennedy fu il risultato di un complotto interno organizzato da importanti settori ultra conservatori statunitensi. Photo: AP

Il mandatario statunitense Donald Trump ha materializzato, il 18 marzo, la promessa sclassificazione di  migliaia d’archivi inediti sull’assassinio di  John F. Kennedy (JFK).
Secondo un comunicato della Direttrice d’Intelligenza Nazionale, Tulsi Gabbard, 1 123 documenti si trovano in linea, degli 80 000 annunciati.
Il resto è previsto che si ponga nella web nei prossimi giorni.
Dobbiamo ricordare che il presidente John F. Kennedy fu assassinato il 22 novembre del 1963, in una visita a Dallas. Allora la Polizia arrestò Lee Harvey Oswald. Due giorni dopo il proprietario di un club notturno, Jack Ruby, vincolato alla Mafia, uccise Oswald nel suo trasferimento al carcere.
Immediatamente si tentò di vincolare Cuba al crimine. Questo è un proposito sostenuto nel tempo dalla contro rivoluzione cubana, anche se sin dal primo momento apparve ben chiara l’innocenza dell’Isola la maggior parte dei documenti scrutati sino ad ora conferma questa verità.
«Si scoprono molti dettagli sul lavoro realizzato dalla CIA a livello mondiale per influire nelle elezioni, sabotare economie e far cadere governi», precisa  Peter Kornbluh, analista senior dell’Archivio di Sicurezza Nazionale.
Tr ale varie cose sirivela una nuova informazione su  zr/Rifle, l’organizzazione creata dalla CIA nel 1961, per l’assassinio di leaders stranieri (e magari anche i propri?  los propios también?), così come l’ossessione dell’Agenzia e del potere statunitense di distruggere la Rivoluzione Cubana.
I nuovi «dettagli» sono molto interessanti: una pagina, datata nel 1963, rivela che la CIA installò microfoni occulti in una casa di Sicurezza in Maryland,  dove un gruppo di esiliati cubani si riuniva con  funzionari statunitensi.
L’apparecchio per registrare le conversazioni aveva l’obiettivo d’ investigare quello che dicevano, perché l’agenzia sospettava che ci fosse un nuovo programma della contro rivoluzione radicata negli USA che la CIA  non conosceva.
È possibile trovare negli archivi documentazioni relazionate con il lavoro della CIA in America Latina, le basi delle operazioni in Bogotà,
Buenos Aires, Caracas, Managua, La Paz, Lima, Città del Messico, Città di Panama, Río de Janeiro o Quito, create per vigilare da vicino  l’influenza di Cuba e dell’Unione Sovietica nella regione. 

I documenti declassificati rivelano anche che la CIA era coinvolta nel traffico d’armi
Un memorandum datato 30 giugno del 1961, elaborato por Arthur Schlesinger Jr., uno dei principali collaboratori di Kennedy, intitolato «Riorganizzazione della CIA», analizza minuziosamente  l’attività dell’Agenzia e la mancanza di supervisione del Governo sulle sue attività.
Schlesinger Jr. avvertiva che la CIA stava diventando  uno «Stato dentro lo Stato» e criticò il suo operato in vari paesi, come Cuba,
Indonesia o Vietnam, neiquali il suo ruolo ebbe  conseguenze negative per la politica estera degli Stati Uniti.

AL DI LÀ DI RAGIONEVOLI DUBBI

Il libro /Al di là di ragionevoli dubbi. L’assassinio di Kennedy incolpando Cuba/, scritto da Fabián Escalante Font, investigatore e
fondatore degli organi della Sicurezza dello Stato di Cuba, costituisce una lettura  obbligata sul tema.
Nel  prologo del libro, Escalante cita una frase del presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, pronunciata nel Vertice  delle Americhe, in
Panama (2015):
«Dove stanno i limiti imposti dal sistema  (…) Lì c’è un macchinario che pone presidenti perchè lo servano  (…) e se il
macchinario sente che il  presidente desvia, lo assassinano, lo ammazzano come assassinarono Kennedy», disse Ortega.
L’ assassinio del Presidente statunitense, nel 1963, ad di la di quello che può mostrare la documentazione declassificata, fu il risultato di un
complotto interno organizzato da importanti settori ultraconservatori
di questo paese.
La trama s’ingarbuglia e si complica nel suo filato tenebroso con la CIA, la Mafia e la contro rivoluzione cubana , vincoli costruiti sin dall’epoca del «Impero de L’Avana», il paradiso mafioso diretto dall’ebreo statunitense Meyer Lansky e dal capo Fulgencio Batista, prima del 1959.
Speriamo che questa iniziativa di rendere pubblici gli archivi dell’assassinio di Kennedy aiuti a smascherare i veri responsabili di Dallas, e soprattutto quelli che restano occulti nell’ombra. (GM/ Granma Int.)