Noslen e Alayo non hanno creduto nei fantasmi
Il doppio cubano di pallavolo di spiaggia per la prima volta è entrato negli ottavi di finale di un appuntamento mondiale
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Il doppio cubano di pallavolo di spiaggia per la prima volta è entrato negli ottavi di finale di un appuntamento mondiale
Gli Stati Uniti si oppongono a che gli atleti cubani e anche i loro dirigenti possano realizzare le loro attività come dispone il Comitato Olimpico Internazionale (COI), che esige dalle nazioni sede d’assicurare non solo la presenza, ma anche le condizioni per un buona partecipazione di ogni partecipante
Fonst va riverito e rivissuto, per sollevarci con il suo legato
L’Isola grande delle Antille è una delle dieci nazioni con 20 medaglie d’oro in queste gare
Cuba sì va per il mondo a fronte alta e non tralascerà l’impegno di far eliminare l’ignominioso blocco che vuole cancellare l’esempio di dignità e sovranità che non ha spazio nella filosofia del dominio imperiale.
Maisí, Imías e Baracoa, in provincia di Guantánamo, e Moa, nella vicina Holguín, nel bordo avanzato dell’uragano.
«Continueremo a sforzarci per la nostra bandiera, per il nostro popolo, che è il destinatario delle nostre veglie, delle lunghe ore di preparazione. Non c’è sacrificio più bello di questo».
In uno dei tanti temi del loro articolo Gestione governativa e Scienza cubana nello scontro alla COVID-19, pubblicato di recente nella Rivista Anales dell’Accademia di Scienze, gli autori Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Presidente della Repubblica di Cuba, e Jorge Núñez Jover, responsabile della Cattedra Scienza, Tecnologia e Società, dell’Università de L’Avana, hanno realizzato alcune domande al neoliberalismo dall’attuale pandemia
Gi Stati Uniti di nuovo non rispettano il movimento sportivo mondiale, e non compiono gli obblighi di una sede, impedendo che tutti gli atleti partecipino con uguaglianza di diritti
È vero che il nuovo coronavirus con il suo carico letale, il Covid – 19, ammazza. Non distingue tra ricchi e poveri e giustamente, dato che non fa differenza raggiunge una grandezza mediatica uguale, «pandemica» a quella della stessa malattia.