
La resurrezione della Dottrina Monroe, ora indurita, non rappresenta una semplice nostalgia storica, ma una dichiarazione di guerra silenziosa contro l’autodeterminazione dell’America Latina.
Proclamando l’emisfero occidentale come riserva di caccia esclusivo di Washington con la scusa della sicurezza nazionale, gli USA non solo restaurano di nuovo un arcaico concetto di vassallaggio, ma anche forza la regione a scegliere tra la sottomissione o la sfida in una tavola globale già sufficientemente complessa e sfidante.
A Washington è urgente far finire la guerra in Ucraina, anche se questo significa complicare le relazioni con i suoi vecchi alleati europei.
Il conflitto deve terminare con i migliori risultati possibili per gli Stati Uniti loro e focalizzare chi considerano la loroprincipale «minaccia», la Repubblica Popolare della Cina.
Nonostante, l’indurito interventismo, gli USA hanno inciampato in ostacoli nella regione, da una parte la resistenza cubana che si mette in ginocchio nonostante il peso dell’assedio economico da più di 60 anni, e dall’altra lontano dall’isolare le potenze extra continentali, si sta generando l’effetto contrario e si accelera la riconfigurazione geopolitica del “cortile posteriore”.
La Cina già non è un socio commerciale lontano, ma un investitore strutturale una super potenza capace di sfidare gli USA in vari terreni.
La riedizione della Monroe spinge vari governi latino americani adapprofondire vincoli con Pechino data la necessità della sopravvivenza economica, la sovranità tecnologica e il tratto ugualitario offerto dalla nazione asiatica.
Parallelamente, la Russia incontra in questo scenario una possibilità per consolidare la sua presenza nel continente, offrendo cooperazionemilitare, tecnologica ed energetica senza i condizionamenti e leesigenze della Casa Bianca. Il gigante euroasiatico si rinforza comeil garante implicito di quei governi che osano resistere al nuovo corollario.
Tra le altre az ioni l’impero ha invitato vari leaders latino americani a partecipare, sabato 7 marzo a un vertice in Florida, in un momento in cui la sua Amministrazione pone a fuoco quello che considera «una preoccupante espansione dell’ influenza cinese nell’emisfero occidentale».
Intanto si accresce l’aggressività verso Cuba da parte dell’amministrazione statunitense, che accusa il Governo cubano d’allinearsi con «numerosi paesi ostili», di accogliere «gruppi terroristi trans nazionali», e permettere lo spiegamento nell’Isola di «sofisticate capacità militari e d’intelligenza» della Russia e della Cina, e altri falsi allegati per giustificare il crimine.
Su queste spurie fondamenta è stata annunciata l’imposizione d’imposte ai paesi che vendono petrolio all’Isola delle Antille e questo ha generato una ripulsa internazionale e fomentato la solidarietà verso Cuba.
La riattivazione della Monroe può far precipitare la regione verso una maggior perdita di sovranità e a una balcanizzazione geopolitica più profonda, obbligando il continente a pagare i costi di una guerra per mantenere l’egemonia statunitense nel mondo. (GM/ Granma Int.)





