OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Photo: Ismael Batista

Dodici anni fa si dichiararono Zona di Pace l’America Latina y e i Caraibi. La data che si compie questo 29 gennaio ci segnala il forte impegno di oggi e di sempre di difendere questa conquista per i nostri giorni e per il futuro d’una regione che non possiamo permettere che l’impero yanquee trasformi nel suo cortile posteriore. 
Nella capitale cubana, il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz face conoscere al mondo uno degli accordi più importanti adottati dalla Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (Celac) nel suo Secondo Vertice: il Proclama dell’America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace,
documento che firmarono 33 mandatari della regione.
Forse oggi è il momento più importante per far sì che tutti i popoli del continente agiscano in maniera unita con il fine di preservare questa grande conquista e non permettere che un 
Presidente arrogante e fondamentalista apra fessure con azioni criminali e terroriste come quella realizzata contro il Venezuela lo scorso 3 gennaio. 
È stato aggredito un paese sovrano, un popolo nobile che si è proposto di creare il suo proprio progetto di vita con lo standard della pace e l’unità latinoamericana come fortezza. 
L’impero, e coloro che lo sostengono con l’odio e il crimine, lo sanno che un’America Latina e i Caraibi uniti sono il vero muro di contenzione e di vittoria davanti a coloro che inquinano la regione con mezzi di guerra e di morte, la cui missione fondamentale è impadronirsi delle risorse di petrolio e altre ricchezze naturali che si potrebbero usare per migliorare il livello di vita dei loro popoli, per coprire le loro necessità d’alimentazione, di salute, educazione e lavoro. 
La firma dell’Accordo impegna i Governi e i popoli alla ricerca di una soluzione pacifica delle controversie - e, molto importante- a eliminare l’uso o la minaccia della forza nella regione. 
Ugualmente si era stabilito l’obbligo del non intervento diretto o indiretto nei temi interni di 
qualsia i altro Stato e di rispettare i principi di sovranità nazionale, uguaglianza e libera determinazione. 
 Un aspetto di singolare importanza è l’impegno dei paesi dell’America Latina e dei Caraibi di rispettare pienamente il diritto inalienabile di ogni Stato d’eleggere il suo sistema  politico, economico, sociale e culturale, come condizione essenziale per assicurare la convivenza pacifica tra le nazioni.
I guardiani di questo impegno sono i nostri paesi latinoamericani e caraibici, con l’obbligazione di non permette che la furia di un governo imperiale, usando sanzioni economiche e commerciali o il terrorismo e la guerra, violando tutte le leggi nazionali e internazionali, attacchi un paese, assassini i suoi figli, sequestri un mandatario eletto dal popolo e una donna deputata e combattente per la pace, e li porti via prigionieri, violando le più elementari leggi del diritto internazionale. 
Corrisponde ai popoli proteggere e difendere questo Proclama di Zona di Pace per non ammettere più fessure né criminali attacchi militari contro i suoi paesi. (GM/ Granma Int.)