OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Photo: Estudios Revolución

(Versioni Stenografiche della Presidenza della Repubblica)

Caro primo ministro Ralph Gonsalves;

Cara presidente Xiomara Castro;

Stimato presidente Gustavo Petro;

Stimato Segretario Generale António Guterres;

Eccellenti Capi di Stato e di Governo e altri capi di delegazione


Amici latinoamericani e caraibici:

Ringrazio e felicito il fratello Ralph per la felice iniziativa di riunirci in questa cerimonia ufficiale per commemorare insieme il  10º Anniversario del Proclama dell’America Latina e i Caraibi come Zona di Pace.
Il nostro Proclama è molto giovane, ma senza dubbio è un fatto storico nell’ugualmente giovane storia della CELAC.
Onora particolarmente Cuba che la firma di questo emblematico documento, da parte dei capi di Stato e di Governo dei 33 paesi della regione, sia avvenuta nel Vertice de L’Avana, ma il merito è di tutti, perchè solo la volontà di tutti lo ha reso possibile ed anche effettivo.
Proclama significa speranza per milioni di persone, la cui principale preoccupazione è la sopravvivenza in un mondo convulso per la violenza e le guerre.
La pace non è solo un diritto legittimo di tutti ipopoli e di ogni essere umano. È una condizione fondamentale per il godimento di tutti i diritti umani e in particolare il diritto supremo alla vita.
La regione e il mondo necessitano la pace, per concentrare tutta la loro  capacità, l’intelligenza e le risorse per affrontare i veri nemici della nostra specie: la fame la povertà il  cambio climatico, l’analfabetismo, le malattie, l’esaurimento delle risorse naturali e la crescente emarginazione a cui è sottoposta oggi l’immensa maggioranza della popolazione mondiale.
José Martí ha chiamato fortunata la terra in cui si sferrano le battaglie per la pace.  Difendere la pace implica anche la più ferma condanna alle misure coercitive unilaterali e ai blocchi imposti dai paesi poderosi che pretendono d’agire come giudici universali per isolare e sottomettere Stati sovrani.
Appoggiare la pace è difendere i diritto di ogni popolo di scegliere liberamente il suo modello politico e il suo cammino verso lo sviluppo economico e sociale.
Per avanzare nell’integrazione dell’America Latina e dei Caraibi è essenziale preservare la pace. Ci permette d’ascoltarci per intenderci, approssimarci in quello che ci unisce e dibattere in maniera civile e rispettosa le differenze.
Ricordo con grande emozione quel momento di dieci anni fa, quando il leader della Rivoluzione Cubana, Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, nella sua condizione di Presidente pro tempore della CELAC, invitò i suoi colleghi della regione a firmare il Proclama.
L’unità nella diversità, tanto convocata come necessaria, fu presente. Oggi sappiamo che si stava facendo storia.
L’abbiamo fatta, perchè il Proclama non è rimasto in quella sala e in quelle firme. È un documento vivo, trascendentale e paradigmatico che c’impegna di fronte ai nostri popoli e al mondo.
È un legato prezioso per le generazioni presenti e future che riceveranno benefici con la saggia decisione d’esiliare per sempre dalla regione l’uso della minaccia e della forza.
Rendiamo onore ai giganti eroi di Nuestra América!  
Dialogo, di fronte alle differenze!
Davanti alle sfide, cooperazione!
Davanti alla diversità, più unità!
Di fronte alla guerra e alla violenza, difendiamo la pace!
Mille grazie (Applausi/ GM/ Granma Int.).