OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
PALESTINA. Foto: da X Photo: Granma

Non è necessario occultarlo: «staremo sempre lì, al vostro lato», ha confessato il segretario di Stato statunitense, Antony Blinken, giungendo a Tel Aviv alcuni giorni fa, per reiterare l’appoggio totale di Washington a Israele nella sua guerra contro il popolo palestinese.
«Israele non dovrà difendersi per suo conto», ha insistito  Blinken, che ha parlato non solo come Segretario di Stato, ma anche come ebreo».
Le sue conversazioni con Netanyahu, oltre ad esprimere l’impegno già noto, si sono concentrate nella condanna della resistenza palestinese e alla ricerca di forme-militari ovviamente- per liberare gli ostaggi statunitensi in mano ad  Hamas.
Venerdì 13 si è saputo che Blinken ha in programma una riunione con il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmud Abbas.
Parallelamente  alla visita del Segretario di Stato in Israele, gli Stati Uniti hanno ordinato di mobiliate alla zona del conflitto una nuova portaerei, stavolta la USS Dwight D. Eisenhower, che ora fa parte di un gruppo d’attacco formato dalla Ala Aerea Imbarcata (Carrier Air Wing) 3.
In totale, si tratta di quattro squadroni d’attacco, uno di guerra elettronica, uno d’allerta precoce, due di elicotteri multi proposito e uno d’appoggio Logistico, con 70 aerei d’ogni tipo.
In una riunione dei ministri della Difesa dell’Organizzazione del Trattato dell’ Atlantico Nord (NATO), realizzata giovedì 12, il titolare israeliano, Yoav Gallant, che ha partecipato per video conferenza, ha assicurato che «la Striscia di Gaza non avrà accesso all’acqua nè ai combustibili sino a che Hamas non libererà tutti gli ostaggi in suo potere».
Inoltre è stato informato da Sputnik che gli aeroporti delle città della Siria, Damasco e Aleppo, sono stati bersagli di attacchi da parte d’Isreale, per cui sono state attivate le difese aeree nei due casi.
Il Ministero di Salute Palestinese ha reso pubblici dei rapporti con i quali ha informato che Gaza  Cisjordania, hanno sommato sino ad ora 1 220  nazionali morti e 5 489 feriti, dei quali il 60 % donne e bambini.
Intanto, Israele ha riconosciuto 1200 morti e 2 800 feriti come risultato degli attacchi delle forze di Hamas nel suo territorio. (GM/Granma Int.)