OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
La politica terrorista degli USA ha provocato al popolo cubano la dolorosa perdita di 3 478 vite e 2 029 persone invalide. . Tutti sperano che si faccia giustizia. Photo: Ismael Batista

Il nome della cità celta di Numancia passò alla storia come paradigma de resistenza contro l’invasore. La città affrontò per 15 mesi l’assedio e il rigoroso blocco teso dai romani, sino a chela popolazione vittima della fame e delle malattie, cadde nelle mani degli attaccanti nell’estate dell’anno 133 AC.

La storia narra che i suoi abitanti, come nelle città cubane di Las Tunas e Bayamo, preferirono incendiare la loro terra prima di consegnarla. Non è fuori luogo il parallelo storico.

Cuba, vittima di un assedio durante più di mezzo secolo, ha affrontato la politica di maltrattamento e isolamento dei successivi governi degli USA, che hanno tentato di mettere in ginocchio il suo popolo utilizzando la fame e le malattie.

Questa politica ha sollevato la condanna della maggioranza dei paesi e la solidarietà dei popoli del mondo.

Con l’obiettivo di distruggere o almeno diminuire l’appoggio internazionale a Cuba e giustificare l’assedio permanente, disegnarono – dai primi anni della Rivoluzione – una strategia di discredito che vuole provocare la ripulsa del mondo verso il Governo rivoluzionario.

Presentare l’Isola grande delle Antille come paese terrorista, o che appoggia questi flagelli è parte essenziale di questo modo di procedere yanquee. Sono frequenti gli stereotipi associati al terrorismo che si costruiscono e si usano contra l’Isola, che fanno appello alle emozioni per dare autenticità al loro discorso manipolatore.

Ricorderemo il «Rapporto speciale su Cuba e la coalizione del terrore» pubblicato il 19 settembre del 2001, una settimana dopo gli attentati al World Trade Center; il suo autore era il noto contro rivoluzionario Orlando Gutiérrez Boronat.

Il testo cercava di relazionare Cuba con gli avvenimenti di terrorismo degli Stati Uniti, e collegava Osama bin Laden, il leader di Al-Qaeda, con l’Isola grande delle Antille.

Nel maggio del 2002, il vice segretario di Stato, John Bolton, lanciò il suo discorso con la tesi: Al di là dell’asse del male: le minacce addizionali delle armi di distruzione di massa, nel quale definiva «l’asse del male» composto, secondo lui,da Iraq, Iran, Corea del Nord, Libia, Siria e Cuba. Si tentava, allora, di legare l’Isola dei Caraibi alla fabbricazione di armi biologiche di distruzione di massa.

CUBA NELLA LISTA DEI PATROCINATORI DEL TERRORISMO

L’ inclusione dell’Isola nella lista dei paesi patrocinatori del terrorismo del Dipartimento di Stato degli USA ha avuto un costo elevato per il popolo cubano.

La base legale della designazione è precisata in tre leggi: la sezione 1754(c) della Legge d’Autorizzazione della Difesa Nazionale per l’Anno Fiscal 2019, la sezione 40 della Legge di Controllo dell’ Esportazione di Armi e la sezione 620A della Legge d’Assistenza Estera del 1961.

Secondo la Sezione 2656f (a) del Titolo 22 del Codice degli Stati Uniti, la determinazione degli Stati patrocinatori del terrorismo permette d’applicare quattro tipi di sanzioni: proibizione delle esportazioni e vendita di armi; controlli sulle esportazioni di articoli di doppio uso che potrebbero migliorare la capacità militare del paese e la capacità per appoggiare il terrorismo, proibizioni d’assistenza economica e restrizione finanziaria.

Cuba è stata inserita per la prima volta nella Lista degli Stati Patrocinatori del Terrorismo (SSOT) del Dipartimento di Stato, durante l’amministrazione del presidente Ronald Reagan, nel 1982, por presunti vincoli con il terrorismo internazionale e l’appoggio a gruppi «violenti» in America Latina.

Solo nel 2015, il Governo comandato dall’ex presidente Barack Obama ritirò Cuba dalla lista, e questo fu apprezzato come un passo importante nel «disgelo» che condusse, un anno dopo alla ripresa delle relazioni diplomatiche tra i due paesi.

Senza dubbio al termine della presidenza di Donald Trump, il 12 gennaio del 2021, l’Isola della Libertà è stata designata, di nuovo, come Stato patrocinatore del terrorismo.

La SSOT è uno strumento di pressione politica molto discutibile con effetti tangibili che rendono più difficile la vita dei cubani. Il costo umano è apprezzabile e anche se alcuni speravano che la Casa Bianca, con l’amministrazione di Joe Biden, facesse giustizia, Cuba resta nella lista spuria.

Come giustificazione legale, Mike Pompeo, allora segretario di Stato degli USA, aveva utilizzato il rifiuto di Cuba d’estradare alcuni membri dell’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) della Colombia, che si trovavano a L’Avana, come parte dei negoziatori di pace con il Governo di questo paese.

L’estradizione dei leaders dell’ELN, era una cosa ben chiara per tutte le parti, non sarebbe avvenuta per la condizione di Cuba come garante di questi processi.

Si sapeva bene che i cubani non avrebbero trasgredito il loro onore e la responsabilità con i protocolli internazionali.

Il Segretario di Stato aveva parlato anche dell’alleanza con il Venezuela. Secondo Pompeo, l’appoggio dell’Isola permetteva al presidente Nicolás Maduro di restare al potere e creare «un ambiente permissivo per i terroristi internazionali che vivevano in Venezuela».

Quando el presidente colombiano Gustavo Petro ha assunto l’incarico l’anno scorso, ha annunciato che la richiesta d’estradizione era stata ritirata come parte della sua iniziativa di «pace totale».

Senza dubbio Washington non ha fatto niente per porre fine all’ingiustizia.

LE CONSEGUENZE PER IL POPOLO CUBANO

L’impatto della designazione dell’Isola grande delle Antille nella SSOT va molto oltre l’isolamento di un avversario di Washington.

Le conseguenze più atroci derivano dal maggior rischio associato a qualsiasi tipo d’aiuto umanitario, affare, investimento e commercio che implica Cuba e per estensione i cittadini cubani.

Secondo John Kavulich, presidente del Consiglio Economico e Commerciale Stati Uniti-Cuba, con sede a Nuova York, la decisione della Casa Bianca ha aftto sì che governi, imprese e istituzioni finanziarie si mostrino reticenti in relazione al paese per la paura di sanzioni più forti.

La designazione crea seri ostacoli per la consegna di assistenza sanitaria nel momento in cui il paese combatte con la scarsità esacerbata dall’indurimento del blocco e dalle sanzioni durante l’amministrazione Trump, e dall’aumento dei prezzi degli alimenti per via del conflitto in Ucraina.

La maggioranza delle banche, temendo le fortissime multe che derivano dall’accusa d’istigamento del terrore, non processano i pagamenti cubani e hanno congelato i fondi per attività di diverso tipo.

Stare nella lista limita gli affari, privati o statali nello stesso modo, l’apertura di conti bancari all’estero, l’uso di strumenti per pagamenti internazionali e bonifici, l’accesso a imprese fintech e banca digitale, e la contrattazione di server e servizi online.

Le mypimes non sono esenti dalle restrizioni che pesano sulle imprese statali per l’acquisto di prodotti fabbricati negli USA, includendo i beni prodotti in terzi paesi che incorporano un contenuto di elementi fabbricato in questo paese.

Queste barriere affogano la crescita e lo sviluppo del settore privato anche se dicono che lo vogliono sviluppare dandogli un maggior potere.

Si priva un paese delle sue entrate, diminuendo la sua capacità, si rende più difficile l’acquisto degli elementi per fabbricare medicinali, si danneggia l’acquisto di alimenti, dei pezzi di ricambio, dei combustibili, degli strumenti medici, si danneggia il trasporto delle merci per il timore degli assicuratori d’essere multati, etc.

I tempi delle guerre celtiche possono sembrare lontani nel tempo, ma la resistenza, la lotta per la libertà, formano parte della vita dei cubani, della loro identità, della loro cultura.

Nessuno riuscirà a farci rinunciare all’impegno di costruire una società giusta e prospera.

Il Governo e il popolo di Cuba non riconoscono alcuna autorità al Governo degli Stati Uniti per elaborare liste arbitrarie e discriminatorie, nelle quali si valuta e si qualifica il comportamento dei altri Stati.

Cuba è firmataria di 19 accordi internazionali relazionati allo scontro al terrorismo e condanna questo flagello del quale è stata vittima in tutte le sue forme e manifestazioni.

Le azioni terroriste commesse dal Governo degli Stati Uniti hanno provocato 3 478 morti e 2 099 persone invalide nell’Isola. (GM/ Granma Int.)

 

Fonte: Cubaminrex e Washington Office on Latin America (WOLA)