
Se ci fosse la volontà di far sì che smettano di morire esseri umani in Ucraina e si realizzasse l’impegno di un cessate il fuoco totale, dell’eliminazione dell’invio di armi e munizioni a Kiev da parte dei paesi occidentali, e il reinizio del dialogo tra i governi russo e ucrainiano, il mondo farebbe un passo molto desiderato dall’umanità.
Tutto questo oltre a por fine alla guerra, restituirebbe la credibilità a governi e organismi internazionali coinvolti nel conflitto.
Questa potrebbe essere una possibile conclusione, un anno dopo l’operazione speciale russa che ha tentato di porre fine a un vero massacro perpetrato dalle forze più estreme di Kiev contro la popolazione d’origone russa nella regione del Dombass e altre in territorio ucrainiano.
Il 24 febbraio, quando si sono compiuti 12 mesi di questa operazione militare, i morti e i feriti si contavano a migliaia e la distruzione materiale era incalcolabile, così come l’ingerenza straniera che ha esacerbato la guerra e ha convertito l’Ucraina in un campo di prove, muoiano quelli che devono morire. Lì, gli Stati Uniti e la NATO mostrano i loro mezzi bellici, una specie d’esperimento per conoscere se questi serviranno per una guerra più grande, quella che si sono proposti di portare avanti contro la Russia e più tardi contro la Cina.
Venerdì 24, il Governo cinese ha reso pubblico un Piani per la soluzione della guerra in Ucraina.
Ache se ha 12 punti uno basterebbe per ottenere la pace:«Tutte le parti devono appoggiare la Russia e l’Ucraina per far sì che lavorino nella stessa direzione e riannodino il dialogo diretto prima possibile, con il fine di scalare gradualmente la situazione e in ultima istanza, ottenere un cessate il fuoco generale».
In un altro paragrafo il documento reso pubblico dal Governo del gigante asiatico sostiene che «le sanzioni unilaterali non possono risolvere la questione, e creano solamente nuovi problemi. La Cina si oppone alle sanzioni unilaterali non autorizzate dal Consiglio di Sicurezza della ONU. Ugualmente chiede che i paesi rilevanti smettano d’abusare delle sanzioni e della giurisdizione delle armi lunghe».
Come ci si poteva aspettare, il Governo degli Stati Uniti ha immediatamente scavalcato la sfida cinese d’ottenere la pace, eliminare la politica delle sanzioni e sospendere l’invio di armi a Kiev.
L’arroganza, come sempre, ha potuto più del raziocinio: «il conflitto potrebbe termiare domani se la Russia smettesse d’attaccare l’Ucraina e ritirasse le sue forze», ha affermato l’assessore alla Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan.
Logicamente, il Governo statunitense non è preparato perché si questioni la sua attuazione di «polizia mondiale», la sua forma criminale di cercare risorse attraverso le armi che distribuisce per le guerre, e che muoiano tutti quelli che devono morire.
Eliminare l’invio di armi a Kiev implica chiudere il rubinetto al Complesso Militare statunitense, che ha incontrato in Ucraina un laboratorio per esperimenti biologici letali e un campo di pratica per le sue nuove produzioni di armi.
E ancora meno possibile nella logica di Washington, sarebbe eliminare le sue sanzioni contro la Russia, che per aggiunta sono state la matrice di una politica di sottomissione delle nazioni dell’Unione Europea, i cui governi si sono piegati agli ordini degli USA.
L’altro componente bellico nel conflitto, la NATO, ugualmente «ha saltato come una lepre» conoscendo il Piano cinese di pace per l’Ucraina.
Riassumendo, il conflitto attorno all’Ucraina continua a dibattersi in un terreno infido dove la conquista della pace non sembra essere la priorità tra coloro che continuano ad armare Kiev e ad arricchirsi con la guerra. GM- Granma Int.





