OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Photo: Xiomara. 

Il 27 gennaio Xiomara Castro ha assunto la presidenza in Honduras  eletta nelle recenti votazioni con il  51,12 % dei voti, in coalizione con gruppi politici, sostenuta dal suo partito Libertad y Refundación (Libre).
72 ore prima del giuramento, nel salone parlamentare dove si presume, si doveva confermare chi avrebbe assunto la nuova presidenza del Congresso, una vera battaglia tra spintoni e cazzotti ha messo in evidenza quanto è difficile l’ambiente in questo paese centro americano.
Insolito ma reale, il Parlamento di 128 deputati è giunto con due direttivi, dato che in luoghi differenti della capitale del paese nella stessa giornata sono stati proclamati due presidenti del Congresso: Luis Redondo, proposto della mandataria eletta, e  Jorge Cálix, sostenuto da altri partiti, al quale si sono uniti 18 deputati di Libre, in aperta confabulazione politica.
Alcuni definiscono la situazione come un preteso colpo di Stato contro la governante; altri riferiscono che questa sarà la tonica in uno scenario politico frammentato e con una destra che ha perso la presidenza ma non il potere economico e la sua influenza non solo locale ma anche verso centri di potere che scommettono sulla destabilizzazione politica se qualche settore della sinistra è il beneficato dal voto popolare.
In questo contesto Luis Redondo ha informato su una chiamata dell’ambasciata degli Stati Uniti in Honduras per chiedere una riunione. Ha detto che per ora non sa quali saranno i temi da trattare in questo incontro con la delegazione statunitense.
Non li conosco ancora, ho solo ricevuto la chiamata per poterci riunire e parlare, ha spiegato.
Il Partito Nazionale, ora all’opposizione, guidato negli ultimi otto anni da un discusso rappresentante come Juan Orlando Hernández, ha optato per la figura di Jorge Cálix, come presidente del Congresso, mentre la nuova mandataria non avalla questa proposta dato che il suo partito, Libre, ha l’impegno con i gruppi alleati di nominare per l’incarico Luis Redondo, deputato del Partito Salvador de Honduras (PSH).
Specialisti della situazione honduregna coincidono che, sia il Partito Nazionale che i gruppi economici attorno a lui temono sin d’ora un possibile danno nella sua vita politica di fronte alla misura annunciata dalla nuova presidente, in quanto alla derogazione di leggi che sostentano i benefici economici dell’alta borghesia e che risultano vitali nella promessa lotta contro questo male incistato nei settori determinati della politica del paese, come la corruzione.
Non è stata casuale quindi la recente colluttazione nell’emiciclo parlamentare, né l’assenza di 18 deputati che avevano impegnato il loro voto a favore di Luis Redondo per dirigere il Congresso, fatto che  Xiomara Castro ha definito un tradimento.
Io credo che questa  scena non sia terminata e che la nomina ufficiale del 27 gennaio della recente eletta Xiomara Castro è un nuovo capitolo e forse l’inizio di nuove battaglie di destabilizzazione da parte di un’oligarchia incapricciata a non abbandonare il potere, stimolata da chi all’interno e al di fuori delle frontiere non vede con piacere una dirigente della sinistra che somma potere in un’America Latina necessitata di questo, in contrapposizione di poderosi enti economici e governativi che optano per  considerarla  sempre come il cortile posteriore.  

 NEL CONTESTO

 • Il trionfo elettorale di Xiomara Castro apporta positivamente al bilancio politico regionale a favore delle forze progressiste e di  sinistra.

  • Cuba sostiene la sua disposizione e l’impegno d’avanzare e ampliare le relazioni bilaterali per il beneficio dei due fraterni popoli.

• Cuba sostiene le aspirazioni del popolo di Honduras per costruire un futuro di prosperità per il paese centroamericano, con la guida della Presidente e delle forze popolari che hanno accompagnato la sua vittoria.

• Il destino del paese lo decidono unicamente il Governo e il popolo honduregno, nell’ esercizio della loro sovranità.

 • Le brigate mediche cubane sono presenti in Honduras da più di 20 anni, dal 1998, dopo i danni provocati al paese dall’uragano Mitch. ( GM– Granma Int.)