OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
OSA caricatura. Photo: Cristian Domínguez Herrera

Ogni giorno si sommano le voci dei mandatari e di altri alti funzionari latino americani che criticano l’esistenza stessa dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) e avvertono sul suo discredito.
Durante la nomina ufficiale del nuovo presidente del Perú, Pedro Castillo, il mandatario dell’Argentina, Alberto Fernández, ha sottolineato che «la OSA ha smesso d’essere un organismo che funziona e serve l’America Latina» per cui è necessario «ricreare un nuovo ambito esprima meglio»la regione.
Questo ha coinciso con le proposte espresse pochi giorni fa dal presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, e da altri dignitari come il venezuelano Nicolás Maduro e il nicaraguense Daniel Ortega.
«Tutti i giorni restiamo stupiti dalle cose che accadono nella OSA durante la gestione di Luis Almagro», ha sostenuto  il presidente argentino in una dichiarazione al canale C5N.
Queste considerazioni sommano criteri al discredito crescente dell’ente multinazionale, la cui pretesa d’ingerenza più recente ha ricevuto  il rifiuto della maggioranza dei governi del continente, quando Almagro li ha convocati per una riunione del Il lacchè, che gode del potere che gli assegna  Washington, ha dovuto però sospendere la riunione.
Nonostante i solenni fallimenti delle ultime manovre di burattinaio realizzate con la OSA, il Governo degli Stati Uniti non smette i suoi piani macabri per tentare d’isolare Cuba.   
Mercoledì 28 luglio i membri del Comitato degli Esteri del Senato  
(sostenuti, che cosa strana) da Bob Menéndez e Marco Rubio), hanno approvato una risoluzione «di condanna», per la risposta popolare alle provocazioni violente nell’arcipelago.
Il segretario di Stato, Antony Blinken, ha incitato, giovedì 29, nella sua prima conversazione telefonica con il nuovo ministro spagnolo ai Temi Esteri, José Manuel Albares, «a rinforzare il coordinamento
con la Spagna rispetto alle azioni contro Cuba, come parte della politica statunitense verso l’Isola». (GM - Granma Int.)