
In questo «vale tutto» della cupola statunitense per una vittoria elettorale, appare imprescindibile compiacere le lobbies che dentro l’impero possono decidere la rotta della votazione a favore del candidato che lo consente meglio.
Alcune pratiche, senza dubbio tanto gravi come risibili come questa del mandatario Donald Trump che è giunto al colmo del ridicolo e della sfacciataggine a strizzare l’occhio alla mafia anti cubana della Florida – che lui crede sia influente nell’intenzione del voto statale - che ha celebrato dalla Casa Bianca il sostegno che ha ricevuto dal più grande simbolo della sconfitta imperialista in America, la Brigata 2506 (ridotta a Playa Girón), ai cui esimi integranti ha promesso una «ferrea solidarietà» con la causa della «libertà di Cuba».
Nel discorso «in onore ai veterani di Bahía de Cochinos », Trump ha annunciato altre sanzioni contro il popolo dell’Isola.
Il Presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez, prontamente le ha respinte con la stessa forza esplicita e frontale che ha mostrato nella ONU: «L’impero annuncia nuove misure che violano i diritti dei cubani e anche dei nordamericani. La sua crudele e criminale politica sarà sconfitta dal nostro popolo che non rinuncerà mai alla sua sovranità», ha denunciato mercoledì 23 in Twitter.
Il Dipartimento del Tesoro ha modificato le regole del blocco a Cuba per proibire agli statunitensi le importazioni di rum e sigari, come alloggiare in hotels o «proprietà controllate dal Governo cubano, da funzionari del Governo o dal Partito Comunista o loro stretti familiari ».
Sono 430 installazioni che appariranno in una lista creata dal Dipartimento di Stato e le compagnie di viaggio e turismo non potranno realizzare prenotazioni. Il Tesoro ha anche eliminato una politica d’autorizzazione per la partecipazione e l’organizzazione di conferenze, seminari, esibizioni e incontri sportivi.
Le nuove regole, entrate in vigore ieri giovedì 24, si uniscono alla campagna della massima pressione eseguita dagli USA, che emettono almeno una sanzione economica la settimana contro Cuba
Le vedettes della politica anticubana e i mercenari presenti hanno applaudito con passione chi alcuni giorni fa si era vantato in un tuit:«Ricordatevi! I cubani di Miami mi hanno assegnato il premio molto onorato Bahía de Cochinos».
All’imbroglio del premio –che le agenzie statunitensi come la CNN e NBC, oltre a varie personalità dell’emigrazione cubana affermano che non è mai esistito –
è stata ripetuta in questa celebrazione la vecchia e putrida promessa di far sparire la Rivoluzione, con le foto da commedia che hanno permesso il festino per la sconfitta di Girón; un capitolo tanto forte che è impossibile tentare di scriverlo di nuovo. (GM – Granma Int.)





