
Sembra che sia stato ieri, ma sono passati sette anni. Tutti ricordiamo la notizia, un colpo che ha lasciato un dolore che non si cura, che non riusciamo a mitigare. Ll’Avana, Cuba intera si è emozionata e ha pianse per il tuo commiato, per il “Hasta Luego” dell’amico, del miglior amico.
Cercavo una fotografia per il ricordo, quando ho incontrato il video di una bambina che recitava una poesia, una bambina che cantava a Chávez, nell’ anniversario della tua semina. Era tale il suo sentimento, erano grandi le parole nate dal suo cuore che commosse tutti.
«/Ti vedo, ti vedo sempre, com’è che non ti possono vedere/ ma per te rispondo io/». Rispondono quelli che ti vogliono bene, i tuoi soldati, i milioni che hai liberato dall’obbrobrio, quelli che lottano, resistono e costruiscono.
«/Per te rispondo io, che ho già imparato a rispondere/ rispondo con le verità, rispondo con il mio amore/ rispondo con la tua verità che alla fine sono riuscita a capire/».
Risponde il tuo popolo che, ispirato a questa verità piana e ferma, sferra una delle più grandi battaglie della storia americana.
«/Così rapido te ne sei andato, soldato patriota fedele/.
Mio Comandante, mi ascolti?/».
Lo chiede la bambina venezuelana chissà una delle tante alle quali hai dato la possibilità d’essere una di quelle che ha studiato nelle nuove scuole, alla quale tu avevi regalato libri, matite, aule, uno di quei PC Canaimitas, maestri e maestre.
M’incapriccio a pensare che qualche maestro della mia terra, che è la tua terra, le ha insegnato le prime lettere che un medico della mia terra ha curato le sue malattie, che un artista della mia terra ha rallegrato la sua anima.
«/Mio Comandante, mi ascolti?/ Ti vedo la mattina quando comincia l’alba/ ti vedo nelle scuole/ ti vedo nella caserma/ ti vedo nelle chiese/ sono credente della tua fede/ ti vedo nella lunga strada di Sabaneta a piedi/ Ti vedo, sempre ti vedo. Com’è che non ti possono vedere? / Ti vedo quando piove e mi bagno/ ti vedo nella natura che chiede anche lei di vivere/ ti vedo facendo sport con il sudore sulla fronte/ ti vedo quando beve acqua l’assetato della tua sete/».
Una sete che si rinnova, che non ha fine, perchè giungere all’aurora è come attraversare un deserto, conquistare tutta la giustizia, senza altre armi che l’amore e la verità, è sete che non si sazia mai.
Ci saranno sempre lance da rompere contro il gigante che calza stivali delle sette leghe.
Sette anni e sei lì. Come ha detto il Presidente Díaz- Canel, ci hanno puntato addosso tutto, hanno sparato per ammazzare, ma siamo sempre vivi e lottiamo perchè anche tu vieni con noi cavalcando con i nostri soldati liberatori, rinati in angoli dimenticati, nelle pianure e le oscure selve, nelle montagne e nei fiumi, vincendo la morte che non ti avrà mai, perchè la peggiore e unica morte reale è la dimenticanza e tu cresci nella memoria.
/«Ti vedo gigante nella via lattea/ ti vedo nei camici bianchi desiderando fare del bene/».
/«Mio Comandante, mi ascolti? / Dimmi se m ascolti, uomo?/ alcuni
che non ti vogliono vedere/ verranno con me asseime a Fabricio, Alí e al Che/
verrà Simón Bolívar con il generale Ezequiel/ Guaicaipuro e verrà anche con
José Gregorio / Martí verrà accompagnato da Fidel/ mamma Rosa
porterà arañas con il sapore del miele/ e verranno i popoli liberi senza cambiare
parere/ se io vedo tuuti voi e voi mi vedete/ guardatemi perchè io sono Chávez e Chávez è anche tutti voi/ perche Chávez siamo tutti combattendo sino alla vittoria/ Viva Chávez, carajo/»,
Hasta Siempre, Comandante. Sino alla vittoria che giungerà con la tua mano e quella di Fidel. Hasta la victoria, sempre. ( Gm – Granma Int.)
Fonte: Poesia a Chávez. /Anche se non ti possono vedere/, recitata dalla bambina Alegría Marquina. Multimedio vtv.





