OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
La destabilizzazione marca una retta finale nella campagna in Bolivia. Photo: TELESUR

Se in 13 anni un Governo ha ricattato una nazione che era la più povera della sua area geografica, ha reso la dignità alle sue radici indigene, le ha dato una dimensione internazionale, ha costruito più di 5000 unità per l’educazione più di mille installazioni per la sanità, ha creato l’assistenza finanziaria per gli anziani con l’Assegno della Dignità, e per i bambini con il bonus Juancito Pinto, contribuendo a un significativo incremento della frequenza scolastica, ha anche fatto sì che economicamente la Bolivia ora è il paese con la crescita più alta e con il PIL a 43.000 milioni, da quei 9000 milioni di quando Evo Morales assunse il potere nel 2005.

L’analfabetismo è stato ridotto dal 13% nel 2006 al 2.4% nel 2018, l’indice di disoccupazione dal 9.2% di 13 anni fa al 4.1%, il più basso della regione; la povertà moderata è scesa dal 60 % al 34,6 %, l’estrema

del 38,2 % al 15 %, nello stesso periodo di tempo.

L’Ambasciatrice boliviana in Cuba ha detto in un’intervista con il Canal Caribe della televisione cubana, che per la prima volta la capo delegazione è una donna e giovane, per la prima volta la Presidente del Senato ha 29 anni e nel Parlamento c’è il 51 % delle donne, e vestono ponchos e abiti tipici

E se tutto questo è stato ottenuto dotando il popolo di potere, di partecipazione e non con ricette neoliberali per arricchire le tasche di pochi a detrimento della maggioranza, allora questo Governo diviene il bersaglio preferito dell’impero, dell’egoismo della destra e delle oligarchie, perché termina il loro affare.

Se poi il suo Presidente parla a favore dei poveri del mondo nel Consiglio di Sicurezza della ONU, in faccia al padrone dell’impero e gli dice:« Agli Stati Uniti non interessa la democrazia: se così fosse non avrebbero finanziato colpi di stato e appoggiato dittatori, non minaccerebbero i governi democraticamente eletti, come fa contro il Venezuela. Non sono interessati ai diritti umani né alla giustizia: se così fosse firmerebbero gli accordi internazionali di protezione dei diritti umani. Gli Stati Uniti disprezzano l’ordine internazionale, non sono interessati al multilateralismo: se così fosse non sarebbero usciti dall’accordo di Parigi o dal patto globale di Migrazione. Questo disprezzo degli USA è motivato dall’affanno di appropriarsi delle nostre risorse naturali…», allora gli Stati Uniti non perdonano questo governo.

Questa è la Bolivia del presidente Evo Morales, e queste conquiste sono diventate “i suoi peccati”, perché sono le vere ragioni che hanno portato Carlos Mesa, che de candidato presidenziale è diventato golpista, e Luis Fernando Camacho –con una lista in mano per assassinare, Pablo

Escobar, come lui stesso ha annunciato, a fare un colpo di Stato che nella sua essenza è fascista per il modo in cui disprezza e passa al di sopra degli esseri umani a favore dei loro suoi interessi.

LA MENZOGNA COME SEMPRE HA LE GAMBE CORTE

Evo e il crescente Stato Plurinazionale davano tanto fastidio che nella loro frenesia, impugnando le elezioni nelle quali si era scelto di continuare con il progetto del Movimento al Socialismo, i golpisti si sono strozzati con le loro stesse menzogne.

L’agenzia NewsFront ha citato una relazione del Centro delle Investigazioni Economiche e Politiche degli Stati Uniti che questo lunedì 11 ha sostenuto l’inesistenza di irregolarità nelle votazioni effettuate lo scorso 20 ottobre, smentendo l’atteggiamento della OSA.

«È chiaro che le dichiarazioni di questo organismo – anche se sino ad oggi non sona apparse prove che le appoggino - hanno avuto un’influenza significativa  nella copertura dei media e quindi sull’opinione pubblica», segnala il testo, che aggiunge: «Il Tribunal Supremo Elettoral della Bolivia conta con due sistemi di conteggio dei voti. Uno è legale e l’altro per il conteggio rapido, sistema

implementato seguendo i suggerimenti di trasparenza elettorale della OSA».

In nessun punto della relazione, dice il documento, l’organismo diretto da Luis Almagro presenta esplicitamente le irregolarità a cui allude la missione della OSA, né alcun altro partito ha dimostrato che ci sono state irregolarità generalizzate o sistematiche nelle elezioni.

Lo stesso centro d’investigazione ha espresso dubbi sull’indipendenza della OSA dagli Stati Uniti, che somministrano a questa entità almeno i 60% del suo bilancio, e per il suo silenzio sulle dichiarazioni di Donald Trump e del senatore Marco Rubio, che hanno espresso con sicurezza che “c’era una frode elettorale in Bolivia”.

LA VERITÀ STARÀ SEMPRE CON I POPOLI

Per questo si devono seguire le tracce di questo colpo, pianificato anche prima del 20 ottobre. La matrice della frode era già stata etichettata e per questo hanno chiuso i principali media statali e minacciato i giornalisti, non hanno accettato l’uditoria della OSA, né l’elezione di nuove autorità elettorali, proposta dallo stesso leader boliviano. Per questo le Forze Armate della Bolivia e la Polizia hanno voltato le spalle al loro popolo e al processo democratico.

È sintomatico, partendo da quanto si legge nella relazione del Centro dell’Investigazioni Economica e Politica degli Stati Uniti, che il capo della Polizia della Bolivia, Vladimir Calderón, e il Comandante della Forza

Armata, Williams Kalimán, che sono stati aggregati della polizia e militare,

rispettivamente, negli USA sino a dicembre del 2018, ora sono stati quelli che hanno chiesto la rinuncia al loro Presidente.

Loro sono stati chiamati da Evo per non generare violenza e per non affrontare il popolo e ora obbedendo agli ordini golpisti stanno aggredendo la loro gente.

En las redes el sitio https://telegra.ph da cuenta de que Ivanka Trump habría llevado a Jujuy el dinero para el golpe, que Gerardo Morales le haría llegar a Camacho en su viaje a Santa Cruz. La misma página relata que los primeros días de septiembre llegó, con excusa de la visita de Ivanka Trump, un gigante equipo militar y económico de la cia, que fue

camuflado como equipos de la Brigada de Incendios Forestales del Ministerio de Ambiente de Jujuy, y se envió como recambio a la «hermana nación» de Bolivia. En ese entonces Jujuy envió «ayuda» para combatir

los incendios de la Amazonía Boliviana.

Los que dicen la verdad y las defienden siempre encuentran las causas.

Nicolás Maduro, también este lunes, pero en la Caracas de Chávez, de Bolívar, de la América unida, en un encuentro internacional en apoyo a Bolivia y a su presidente, desenmascaró a Luis Fernando Camacho. «El padre de ese fascista era el dueño de la empresa de gas que Evo nacionalizó para distribuir la riqueza dentro de su pueblo», aseguró.

Si quedan dudas de la participación y organización del actual Gobierno de EE. UU. y de la OEA, en el golpe en Bolivia, vean el Twitter de Donald Trump y leerán: «Estos eventos envían una fuerte señal a los regímenes ilegítimos en Venezuela y Nicaragua».