ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Il 14 dicembre del 1994, sulla pista dell’aeroporto internazionale José Martí, Fidel ricevette Chávez, che allora dirigeva il Movimento Bolivariano Rivoluzionario 200. Photo: Ismael González

Chávez, un militare rivoluzionario come lo furono altri nel nostro emisfero, giunse alla Presidenza attraverso le norme della Costituzione borghese stabilita , come leader del Movimento V Repubblica, alleato ad altre forze di sinistra.

La Rivoluzione e i suoi strumenti si stavano per creare.

Se avesse trionfato il sollevamento militare da lui diretto, la Rivoluzione in Venezuela possibilmente avrebbe seguito un altro corso.

Fu fedele senza dubbio alle norme legali stabilite che erano già alla sua portata come via principale di lotta.

Sviluppò l’abito della consultazione popolare quante volte fosse stato necessario.

Portò a plebiscito popolare la nuova Costituzione.

Non tardò a conoscere i metodi dell’imperialismo e dei suoi alleati dell’oligarchia per recuperare e conservare il potere.

Il colpo di Stato del 11 aprile del 2002 fu la risposta contro rivoluzionaria.

Il popolo reagisce e lo riporta al potere quando isolato e senza comunicazioni, era al punto d’essere eliminato dalla destra che lo sottoponeva a pressioni per fargli firmare la rinuncia.

Non si piegò, resistendo sino a che i marinai venezuelani lo liberarono e gli elicotteri dalla Forza Aerea lo riportarono al Palazzo di Miraflores, che il popolo aveva già occupato, assieme ai soldati dell’esercito di Fuerte Tiuna, che si erano sollevati contro gli alti ufficiali golpisti.

Pensavo in ques giorni che la sua politica si sarebbe radicalizzata, ma senza dubbio era preoccupato per l’unità e la pace e nel momento di maggior forza e appoggio fu generoso e conversò con i suoi avversari cercando la cooperazione.

Era un uomo veramente rivoluzionario, e mentre prendeva coscienza dell’ ingiustizia ch regnava nella società venezuelana, il suo pensiero si approfondiva, facendolo giungere alla convinzione che per il Venezuela non esisteva altra alternativa che un cambio radicale e totale.

Conosce nei minimi dettagli le idee del Libertador, che ammira profondamente. I suoi avversari comprendono che non è facile vincere di fronte alla tenacia di un combattete che non riposa un attimo. Possono optare per privarlo della vita fisica, ma i suoi nemici interni ed esterni sanno cosa significherebbe questo per i loro interessi.

Pensandolo freddamente, Chávez è oggi un avversario formidabile del sistema socialista di produzione e dell’imperialismo. È diventato un vero esperto di molti problemi fondamentali della società umana.

Domina la teoria e la pratica del socialismo che necessita il suo paese e si sforza per le sue più profonde convinzioni. Definisce il capitalismo così com’è; non usa caricature, mostra radiografie e immagini del sistema.

Chávez non solo possiede uno speciale talento per captare e trasmettere l’essenza dei processi; lo accompagna una memoria privilegiata; è difficile che si dimentichi una parola, una frase, un verso, un’intonazione musicale, e combina parole che esprimono concetti nuovi-

Parla di un socialismo che cerca la giustizia e l’uguaglianza; «mentre il colonialismo culturale è sempre vivo nelle menti, quello vecchio non termina di morire e il nuovo non è ancora nato».

Sopratutto ha dimostrato d’essere il leader politico, in Venezuela, capace di creare un partito e trasmettere senza interruzioni idee rivoluzionarie ai suoi militanti e di educarli politicamente.

Chávez ha inondato il Venezuela con i libri. Prima aveva promosso che tutti i cittadini sapessero leggere e scrivere Aperse scuole per tutti i bambini; studi superiori e tecnici per tutti gli adolescenti e i giovani e la possibilità di un’educazione universitaria per tutti loro.

S’ingannano coloro che credono che dividendo i colombiani e i venezuelani avranno successo nei loro piani contro rivoluzionari.

Molti dei migliori e più umili lavoratori in Venezuela sono colombiani e la Rivoluzione ha portato loro educazione, salute, lavoro, diritto alla cittadinanza e altri benefici per loro e i loro cari.

Insieme venezuelani e colombiani difenderanno la grande Patria del

Libertador d’America; insieme lotteranno per la libertà e la pace.

Hugo Chávez è un soldato venezuelano nella cui mente germinarono in modo

naturale le idee di Bolívar.

Basta osservare come il suo pensiero è transitato per tappe diverse dello sviluppo politico, partendo dalla sua umile origine, la scuola, l’accademia militare, la lettura della storia, la realtà del suo paese e l’umiliante presenza del dominio yanquee.

Non era un generale, nè aveva ai suoi ordini gli istituti armati; non diede nè avrebbe potuto dare un colpo, non poteva e non voleva aspettare.

Si ribellò e assunse la responsabilità dei fatti, trasformò la prigione in scuola, si guadagnò il popolo e lo conquistò alla sua causa fuori dal potere.

Vinse le elezioni attraverso una costituzione borghese, giurò su un documento moribondo una nuova legge delle leggi, si scontrò con idee preconcette di sinistra e di destra, e iniziò la Rivoluzione Bolivariana nelle più difficili condizioni soggettive di tutta l’America Latina. (GM – Granma Int.)

Fonti:

Riflessione: Il messaggio di Chávez, 28 luglio del 2008.

Riflessione: La lotta comincia adesso, 10 maggio del 2009.

Riflessione: Educatore instancabile, 29 maggio del 2009.

Riflessione: La Rivoluzione Bolivariana e la pace, 18 novembre del 2009. Riflessione: La genialità di Chávez, 25 gennaio del 2012.

Riflessione: Il socialismo democratico, 26 settembre del 2008.