ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Il Brasile ha ritirato gli inviti a Cuba e Venezuela per l’investitura di Bolsonaro. Photo: EFE

Quanto onore ci fa il nuovo presidente del Brasile, l’ultra reazionario Jair Bolsonaro, cancellando l’invito a Cuba e Venezuela, in maniera che i rappresentanti dei due paesi non possano assistere alla sua investitura presidenziale la prossima settimana, in accordo con un comunicato della Cancelleria.

Sarebbe denigrante accompagnare in una cerimonia protocollare la persona che è stata capace d mettere a rischio la salute di milioni di brasiliani, provocando la partenza dei medici cubani che realizzavano la loro onorevole missione nei più intricati luoghi della geografia brasiliana.

Come se questo fosse poco, sarebbe totalmente contrario ai nostri

principi posare davanti alle macchine fotografiche con qualcuno che solo pochi giorni prima di assumere la presidenza ha ricevuto nella sua residenza personale di Río de Janeiro il contro rivoluzionario d’origine cubana, Orlando Gutiérrez-Boronat.

Poco etico e per niente professionale è la definizione più blanda con la quale si può interpretare questo incontro durante il quale si è parlato solamente di piani contro Cuba, della “dittatura cubana” e di una serie di stupidaggini assolutamente inadatte a chi va a dirigere i destini di un paese nei prossimi anni.

Il leader ultra reazionario in un messaggio nel suo account in Twitter, ha definito Gutiérrez-Boronat «uno dei principali accusatori delle atrocità commesse dalla dittatura cubana», segnala un dispaccio di EFE.

Sempre in questo tipo di incontri tra personaggi come Bolsonaro

e Gutiérrez, affiorano elementi che oltre che insolenti mancano d’etica, come chiedere una Cuba libera nella voce di Bolsonaro.

Qui ci si pone la domanda se si riferiva al cocktail dell’Isola fatto con il miglior rum del mondo e bibita di cola, il nostro Cuba Libre, che in un ambiente tra l’anfitrione e il suo ospite poteva servire sfumare le loro diatribe notturne anti cubane.

Prima di questo affettuoso incontro Bolsonaro-Gutiérrez, vale la pena ricordare che il figlio del primo, Eduardo, è andato a Miami nei giorni scorsi si è riunito con i nostalgici della contro rivoluzione, tra loro Gutiérrez, con il quale ha posato per i fotografi ed ha indicato l’identità di tutti e due.

Poi, in un detto Vertice Conservatore delle Americhe inventato dal figlio del mandatario brasiliano, anche Gutiérrez ha fatto le sue dichiarazioni ed è risultata molto attraente agli anfitrioni la proposta di «processare le dittature di Cuba e del Venezuela», e il nuovo mandatario brasiliano ha offerto la sua nazione come sede per farlo.

Anche se le informazioni della stampa non lo dicono, sono sicuro che

il capitano Bolsonaro si è sbagliato ancora una volta come quando ricordando la dittatura militare nel suo paese - che lui rimpiange, ha detto - invece di scrivere Brasile aveva scritto Cuba, nome che deve rimbombare nelle sue orecchie per essere l’esempio dei valori che l’Isola e il suo popolo difendono e che non permettono che li si denigri, nè che si pongano in dubbio la sua dignità e la sua solidarietà.

Lei brindi con un’altra bevanda, Bolsonaro, che il Cuba libre è nostro!       

ETICA

Non dimentichiamo che più della metà dei professionisti della salute che esercitavano in Cuba nel 1959 emigrarono nei primi anni convocati dal mercato.

Esattamente la stessa vecchia formula alla quale si appella ora il signor Jair

Bolsonaro, per fratturare la cooperazione nel suo tentativo di porre un prezzo alla dignità dei nostri professionisti.

Quello che il signor Bolsonaro ignora è che non si fa fallirle la dignità di un popolo con il fallimento di alcun individui.

Quelli che lo pensano ignorano la storia della cooperazione cubana in questo campo, che nel 2018 ha compiuto 55 anni.

Il 14 novembre, quando è stata presa la decisione di non continuare a partecipare al programma Más Médicos, si trovavano in Brasile 8.471

collaboratori; hanno terminato le loro missioni 7.635 professionisti che rappresentano più del 90% del totale. Sino ad oggi non sono ritornati 836.

Dal discorso del Presidente cubano Miguel Díaz-Canel, il 20 dicembre 2018.

NEL CONTESTO

Grazie al programma Más Médicos è stato assicurato per la prima volta nella storia del Brasile, personale medico in 700 municipi e in circa 1100 si era assicurata la copertura della sanità.

Risultati del lavoro in 55 di cooperazione medica internazionale

Consultazioni: 1 775 887 170

Interventi chirurgici: 12 911 079

Parti realizzati: 3 402 626

Vite salvate: 6 428 165

Vaccini applicati: 14 121 697

Operazione Miracolo: 3 022 758 (GM- Granma Int.)