ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Estudio Revolución

Pechino.- I popoli della Cina e di Cuba conoscono molto bene l’amicizia, la fraternità e il rispetto reciproco, che li uniscono da molti anni.
Non è quindi casuale allora che il Presidente dei  Consigli di Stato e dei Ministri, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha confessato si sentirsi lì «come in casa».
Ieri, mercoledì 7, il Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri ha reso onore a   Mao Zedong, massimo dirigente del Partito Comunista della Cina (PCCh) e della Repubblica Popolare della Cina dal  1949  1976.

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Martedì 7 è stata la città di Shanghai che ha dato il benvenuto alla delegazione cubana; ieri verso mezzogiorno lo ha fatto Pechino, il secondo punto della visita ufficiale che sta realizzando in questa fraterna nazione il Capo di Stato di Cuba, che è stato ricevuto nell’aeroporto internazionale da MaXiaowei, presidente Commissione Nazionale di Salute nella nazione asiatica.
La prima attività in questa città è stata l’incontro con  Wang Yang, presidente del Comitato Permanente della XIII Conferenza Consultiva Politica del Popolo della Cina,  che ha dato un caloroso benvenuto al mandatario cubano e  alla delegazione che lo accompagna.

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L’anfitrione ha definito il Capo di Stato «un vecchio amico del popolo cinese», che sta sempre apportando attivi contributi per rinforzare l’agenda bilaterale.
«Questa è una visita, ha detto, che evidenzia l’enorme importanza che Cuba dà alle relazioni tra i due paesi». Poi ha ricordato il suo viaggio nell’Isola nel 2015, momento in cui fu ricevuto dal Generale d’ Esercito Raúl Castro Ruz, al quale ha inviato cordiali saluti a suo nome.
«Quella visita  a Cuba ci lasciò una profonda e simpatica impressione, tanto a me come agli altri compagni della delegazione », ha assicurato.

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Il Presidente dei los Consigli di Stato e dei Ministri ha riferito che per Cuba questa visita «ha un’importanza  molto significativa» che rinforza la vocazione dei due popoli, dei partiti e dei governi di stringere le relazioni bilaterali.
Questa è la terza volta che Díaz-Canel visita il gigante asiatico, anche se è la prima che lo fa come Presidente della Repubblica di Cuba.
In Cina «ci sentiamo come a casa nostra», ha assicurato il mandatario, che ha considerato che questa visista ha un significato addizionale, perchè costituisce «una visita di continuità ed anche per consolidare» i vincoli con questa fraterna nazione, in un momento in cui a Cuba si sta realizzando un processo guidato dal Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito  Comunista, Generale  d’Esercito Raúl Castro Ruz, in cui le nuove generazioni occupano le principali responsabilità del Partito e del Governo.

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La Città Proibita

La delegazione cubana ha partecipato anche  all’incontro con la cultura e la storia di questo millenario paese.  
Si racconta che la Città Proibita segna esattamente il cuore di Pechino e che da li si consolidò il centro del potere delle dinastie Ming  (1368-1644) e Qing (1644-1911).
Le impressionanti dimensioni di questo labirinto strutturale di quasi mille edifici, hanno dato il benevenuto al Presidente Díaz-Canel e ai suoi accompagnanti che, con una visita guidata hanno conosciuto le caratteristiche e la storia di questo luogo emblematico che secoli fa era la residenza ufficiale dell’imperatore.
Lo splendore di un’epoca vive in mezzo a una magnifica architettura preservata nei secoli. Díaz Canel ha ammirato le creature mitologiche che ornano i tetti,
la piazza destinata ai principali momenti festivi, l’eleganza degli oggetti culturali e artistici, il trono che occupava l’imperatore ed ha saputo degli innumerevoli sacrifici  che implicò allora la costruzione di una simile meraviglia architettonica.
«L’opportunità di visitare la Città Proibita costituisce per noi un’opportunità eccezionale per avvicinarci alla storia impressionante di questo immenso paese», ha scritto il  Presidente cubano nel libro dei visitatori.
«Questa storia è la base di un’antica civiltà, i cui valori culturali e storici sono durati nel tempo e costituiscono un patrimonio non solo della Cina, ma di tutta l’umanità.»
Calava già la sera quando il mandatario dell’Isola caraibica ha lasciato la Città Proibita, ringraziando la sua guida per le importanti e dettagliate spiegazioni.
«La storia di questo Palazzo è tanto grande che non potremo mai smettere di studiarla», ha assicurato il  Capo di Stato.
LA CINA TRA I CUBANI
Díaz Canel ha poi incontrato il calore della Patria e dei fratelli cubani in questa terra. Lo scambio disteso con gli studenti che sono iscritti in diversi scuole, con rappresentanti di imprese e organismi che si preparano qui e con i diplomatici dell ambasciata cubana, hanno in qualche modo avvolto tutti nell’abbraccio di Cuba.
Díaz-Canel ha parlato della trascendenza di questo giro in qusti momenti, dell’emozionante visita nella  Repubblica Popolare Democratica dellaCorea; di Cuba e della sua quotidianità, delle relazioni con la Cina, il secondo socio commerciale della nazione cubana, dell’importanza che approfittino della magnifica opportunità che hanno di studiare qui … e di tante altre.
La notte fredda si è riempita allora di emozioni, con i giovani studenti impressionati per avere di fronte per la prima volta il loro presidente, proposte di idee, fotografie, abbracci, strette di mano… affetto buono, quello che un cubano porta sempre in qualsiasi luogo dove va. ( GM - Granma Int.)

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