ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Jair Bolsonaro. Photo: El Comercio

La nuova politica estera tralascerà le «tendenze ideologiche» e recupererà il «rispetto internazionale». Il recentemente eletto presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, lo detto poche ore dopo la conferma della sua vittoria elettorale di domenica 28 ottobre.

Bolsonaro, d’estrema destra, non ha esitato un istante a gettare legna al fuoco dai primi momenti e a specificare a viva voce nel suo primo intervento pubblico il marcato interesse d’avvicinarsi ai paesi che lui ha definito “relegati dal Brasile”, per via dell’interesse del Partito dei Lavoratori (PT), che ha governato per 13 anni, d’avvicinarsi solo a quelli con i quali condivideva «tendenze ideologiche ».

Bolsonaro ha riconosciuto pubblicamente d’aver ricevuto moltissime chiamate da leaders mondiali per fargli gli auguri, anche se ha fatto un riferimento molto marcato a un «contatto abbastanza amichevole», che ha sostenuto con il presidente nordamericano Donald Trump, che lui considera anche un modello di politico.

I presidenti Mauricio Macri, dell’Argentina; Iván Duque, della Colombia, e Sebastián Piñera, del Chile, sono stati tra i primi a inviargli messaggi di auguri, estendendo il desiderio di lavorare insieme.

Piñera è stato il solo mandatario che ha elogiato il reazionario brasiliano prima di domenica e dopo aver saputo della sua vittoria lo ha invitato a visitare il Cile «ora come presidente eletto».

Altri, come Lenín Moreno dell’Ecuador, hanno inviato a Bolsonaro «i migliori auguri» e la loro fiducia per «rinforzare i tradizionali vincoli di amicizia e lavoro tra le due nazioni», e per non restare indietro, il segretario generale dell’ Organizzazione degli Stati Americani, Luis Almagro, ha approfittato del’occasione per porre in Twitter il «messaggio di verità e di pace» apportato secondo lui dall’elezione di Bolsonaro e gli ha trasmesso l’impegno della OSA di lavorare insieme per «la democrazia, i diritti umani, la sicurezza e lo sviluppo della regione».

Non sono mancati i messaggi nelle reti sociali di altri mandatari come Mario Abdo Benítez, del Paraguay; Enrique Peña Nieto, del Messico, Martín Vizcarra, del Perù, tra i tanti, che si sono limitati a fare i complimenti al popolo brasiliano per la giornata di civismo di domenica e senza emettere valutazioni sul nuovo presidente del Brasile gli hanno augurato successo nella sua gestione con la disposizione di lavorare in forma fraterna per stringere le relazioni bilaterali.

Dal Venezuela, il Governo bolivariano ha emesso un comunicato, reso pubblico attraverso l’account in Twitter del cancelliere Jorge Arreaza, nel quale il presidente Nicolás Maduro riferisce il suo interesse per riprendere relazioni diplomatiche di rispetto, armonia, progresso e integrazione regionale, per il benessere dei due paesi, e ratifica il suo impegno di continuare a lavorare con il popolo brasiliano nella lotta per un mondo più giusto, multicentrico e pluri polare, nel quale prevalgano la libera autodeterminazione dei popoli e la non ingerenza nei temi interni.

Jair Bolsonaro sembra però molto lontano dai temi che interessano al suo popolo, da quelli della regione,dal rispetto e dalla collaborazione che propone il presidente venezuelano e sembra molto più vicino al ritorno a politiche neoliberiste marcate dal nord e da modelli imposti dal Fondo Monetario Internazionale e dal Banco Mondiale.

Forse per questo non ha tardato a nominare un buon ministro degli Esteri che pensi a un progetto che permetta al Brasile di commerciare in tutto il mondo «senza pregiudicare gli interessi dei nostri imprenditori», chissà come il modello cileno che solo pochi giorni fa lo ha elogiato, l’argentino o le proposte derivate dal «contatto amichevole» già sostenuto con il presidente degli Stati Uniti.

Il tempo dirà l’ultima parola ma in queste situazioni sicuramente saremo testimoni del vecchio proverbio : «Dimmi con chi vai e … ». ( GM – Granma Int.).