ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Le fotografie di Lima mostrano un aeroporto pieno che esplodeva per gli applausi all’arrivo di Fidel. Ma ci sono domande alle quali le immagini non rispondono: chi erano quelle persone? Cosa pensavano? Perchè stavano lì? Photo: Jorge Oller

Un picolosegno nell’angolo a sinistra indica le fotografie che furono scelte per l’edizione del giorno e quelle che non furono pubblicate. Solo i buoni fotografi si prendevano la fatica d’identificarle nel mezzo della pressione della chiusura e Jorge Oliver era uno dei migliori.
Fu lui che accompagnò il Comandante in Capo durante il suo giro in Cile nel 1971 e la breve sosta in Perù del 4 dicembre dello stesso anno, per incontrare il Generale Juan Velasco Alvarado, una speranza progressista in un’America Latina presa dalla destra.
I negativi che abbiamo guardato si conservano da quasi mezzo secolo in casse di legno e buste bianche, la cui acidità deteriora le immagini. I danni moltiplicati dall’umidità iniziano quasi sempre ai bordi e si estendono verso il centro, sino a che alla fine resta solo un pezzo di celluloide trasparente senza informazioni o valore alcuno.

Fidel giunse in Perù il 4 dicembre del 1971 in uno scalo del suo viaggio di ritorno dal Cile . Photo: Jorge Oller

Per fortuna, o meglio grazie all’arte di chi si dedica alla cura di circa tre milioni di fotografie dell’archivio di Granma, le istantanee di Oller non presentano grandi problemi e il processo di digitalizzazione s’incarica di frenare il danno.
Le fotografie di Lima mostrano un aeroporto pieno che esplodeva per gli applausi all’arrivo di Fidel. Ma ci sono domande alle quali le immagini non rispondono: chi erano quelle persone? Cosa pensavano? Perchè stavano lì?  
Poche volte uno ha l’opportunità di conversare con una fotografia, ma Gustavo Espinoza ci ha offerto questa possibilità.  Lui è uno di quelle centinaia di peruviani che aspettavano il leader della Rivoluzione Cubana sotto la scaletta dell’aereo.

Centinaia di peruviani andarono a ricevere Fidel all’aeroporto di Lima. Photo: Jorge Oller

«Era la prima volta che Fidel veniva in Perù e sapevamo che sarebbe stato poco il tempo, perchè era di passaggio, di ritorno dal Cile», ricorda.
«Noi stavamo realizzando il Secondo Congresso Nazionale dei Lavoratori del Perù e interrompemmo tutto per portare i delegati all’aeroporto.
«In totale, ha assicurato a questo giornale, si spostarono circa 40 persone con decine di cartelli su Fidel, Velasco, la Rivoluzione e le relazioni tra Cuba  e il Perù, come si vede nelle fotografie di Oller.
Espinoza, che allora era segretario generale della Confederazione Generale dei Lavoratori del Perù, ebbe l’opportunità di vedere Fidel dopo il suo incontro di quasi quattro ore con Velasco Alvarado.

Velasco Alvarado ristabilì le relazioni con Cuba l’8 luglio del 1972. Photo: Jorge Oller

«Fidel disse che era molto contento di stare in Perù, che era un grande onore venire nella patria di José Carlos Mariátegui. Disse che era stato in Cile per vedere Salvador Allende in un giro per alimentare la speranza dei popoli ed anche che la Rivoluzione Cubana guardava con grande simpatia il processo peruviano», ricorda Espinoza.
Ancora oggi non si sa con esattezza di cosa parlarono Fidel e Velasco Alvarado, ma era chiara l’affinità che esisteva tra di loro nonostante le evidenti differenze.
Pochi mesi dopo la visita di Fidel, nel luglio del 1972, Alvarado ristabilì le relazioni con Cuba contro le indicazioni di Washington che allora, come adesso, erano d’isolare l’Isola con tutti i metodi possibili.

Fidel conversò per quasi quattro ore con il presidente Juan Velasco Alvarado (sin.). Il ministro dell’Aeronautica, tenente generale Rolando Gilardi Rodríguez (dx), andò a ricevere a sua volta il Comandante in Capo e il Cancelliere Generale Edgardo Mercado Jarrín, nell’Aeroporto Internazionale Jorge Chávez, il 4 dicembre del 1971. Photo: Jorge Oller

«Tutti e due avevano una volontà rivoluzionaria, anche se con ottiche diverse su quello che era la Rivoluzione», considera Espinoza.
Per Velasco la Rivoluzione non era equivalente al socialismo nel senso che Fidel dava al socialismo.
Senza dubbio il veterano dirigente sindacale non dubita dell’autentica volontà rivoluzionaria di Velasco Alvarado.
«Era un uomo profondamente solidale e identificato con gli interessi del popolo.

La maggioranza dei cartelli per ricevere Fidel furono confezionati nel Secondo Congresso Nazionale dei Lavoratori del Perù. Photo: Jorge Oller

Sentiva sulla pelle le angosce e la sofferenza degli umili. Era un uomo del popolo.
Nonostante le trasformazioni sociali che intraprese, o forse proprio per questo alcuni cercano di chiudere il capitolo di Velasco Alvarado in Perù catalogando il suo mandato come una dittatura.
Curiosamente, avvenne lo stesso con Allende in Cile e con i Sandinisti dopo il loro trionfo nel luglio del 1979 di fronte alla dittatura di Somoza. Non fu molto diverso nemmeno il trattamento verso il Venezuela e l’ondata progressista della sinistra latinoamericana che venne negli anni del XXI secolo.
«Ci sono due opinioni in questo paese: c’è chi dice che il governo di Velasco fu una dittatura e chi dice che fu il governo più democratico mai avuto nel paese», segnala Espinoza. «Noi riteniamo che è stato il più democratico perchè ha fatto trasformazioni di taglio democratico e anti imperialista. Al contrario ci furono troppe concessioni alla classe dominante, in maniera tale che riuscì a riprendere forza e dare il colpo che alla fine riuscì a interrompere  il processo».
Guardando le fotografie di Oller, ci accorgiamo che l’aereo di Fidel nel 1971 era atterrato sulla stessa pista della delegazione cubana ai Forum paralleli del VIII Vertice delle Americhe e al Vertice dei Popoli che si sono svolti a Lima in questa settimana appena terminata.
Si tratta di una sezione a lato dell’aeroporto Jorge Chávez, nella capitale peruviana, che si utilizza per attività di Stato o questioni di sicurezza.
Il simbolismo trascende la casualità. Anche Fidel è delegato in questo Vertice. Solo che è giunto 47 anniprima per aprire il cammino.