ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Il libro Fuego y furia. En la Casa Blanca de Trump Photo: El Espectador

Donald Trump non permette che tocchino il suo spazzolino da denti perchè teme d’essere avvelenato, le persone del suo circolo lo considerano incapace di guidare il paese e la Casa Bianca è diventata un luogo caotico, suscettibile agli scatti del magnate di Nuova York che in realtà non voleva diventare il presidente, ma migliorare la sua immagine nel mondo degli affari.
Questo è il ritratto della nuova amministrazione nordamericana che appare nel libro Fuego y furia. En la Casa Blanca de Trump, del giornalista Michael Wolff.
La presentazione era prevista per martedì 2, ma poi la casa editrice l’ha spostata a venerdì 5.
Gli avvocati di Trump hanno minacciato di sporgere una denuncia e lo stesso presidente ha squalificato l’autore nelle reti sociali.
I tentativi di censura hanno solamente accresciuto l’interesse per  Fuego y furia...  
Nonostante l’ondata di gelo che colpisce l’est degli Stati Uniti, la maggioranza dei volumi è stata venduta in poche ore dopo la presentazione e la versione digitale è giunta al numero uno nelle vendite del sito web Amazon.
«Non si vedeva una cosa così da Harry Potter», ha detto all’agenzia EFE Lynn Schwartc, direttore di KramerBooks, una delle compagnie che lo commercia.
Dall’inizio della settimana, Wolff ha filtrato alcuni frammenti nella stampa e la reazione è stata esplosiva.
Il figlio maggiore del presidente, Donald Trump Jr., ha detto che Melania era scoppiata in pianto quando era stata annunciata la vittoria repubblicana nelle elezioni del 2016. Lo stesso Trump era impallidito come un fantasma conoscendo la notizia.  Sino all’ultimo momento dava per scontata la sua sconfitta di fronte alla democratica Hillary Clinton.
Nei giorni precedenti aveva espresso al suo amico, presidente della catena Fox, Roger Ailes,  la sua convinzione che essere giunto alla seconda tornata gli apriva le porte della fama, anche se gli chiudeva quelle di Washington.
Il libro racconta che al nuovo presidente non piaceva la Casa Bianca e si era rifugiata in un’abitazione indipendente da quella di sua moglie, e che aveva fatto cambiare la serratura, nonostante le forti obiezioni del Servizio Segreto che insisteva nell’avere accesso al locale.   
Trump ha anche rimproverato le persone a servizio che avevano sistemato le sue cose: «Se la mia camicia è tirata al suolo è perché voglio che stia per terra», aveva detto.
Poi ha imposto nuove regole per decidere lui stesso quando cambiare le lenzuola e la proibizione di toccare qualcosa nella sua abitazione e soprattutto il suo spazzolino da denti. Alcuni attribuiscono questo al suo noto timore di morire avvelenato.
Fuego y furia… ricostruisce le lotte di potere agli inizi dell’amministrazione e l’immenso potere che hanno attualmente la figlia del mandatario, Ivanka e suo marito, Jared Kushner.
Si presume che i due abbiano accordato con Trump che sua figlia divenga, quando giungerà l’opportunità, la prima donna presidente degli Stati Uniti.  
Per qustso tra le dichiarazioni più esplosive del libro c’è la testimonianza del suo ex capo di strategia e e principale assessore nella campagna elettorale, Steve Bannon.
Ex editorialista di siti dell’estrema destra e critico dei privilegi dei politici, Bannon ha definito «un tradimento» l’incontro di Donald Trump Jr. e Kushner con rappresentanti stranieri per ottenere informazioni contro Hillary Clinton.
Questo incontro è la chiave nelle investigazioni che il FBI ha anticipato, sulle presunte irregolarità durante la campagna repubblicana e la possibilità che lo stesso presidente abbia commesso delitti che gli farebbero perdere l’incarico.
Alcuni degli intervistati si sono affrettati a controllare i danni e a negare alcune dichiarazioni attribuite loro.
Il segretario di Stato nordamericano , Rex Tillerson, ha appena assicurato di non aver mai messo in dubbio la salute mentale del presidente.
In un’intervista con la catena CNN, Tillerson discute la descrizione che si fa nel libro della mancanza di concentrazione del presidente che, si presume, lo ha costretto ad abbandonare prematuramente riunioni con politici stranieri in varie occazioni.
Wolff, di 64 anni, scrive per media come Vanity Fair, The Guardian e Hollywood Reporter, ma ha ricevuto critiche in precedenza per la sua tendenza all’esagerazione e per la descrizione di scene senza citare le fonti presenti.
In questo caso il giornalista si premunisce con circa 200 testimonianze dipersone vicine a Trump e di un accesso privilegiato alla Casa Bianca.
Stando a quello che ha detto alla NBC, ha verificato che «il 100 % di coloro che lo circondano» si chiedono se l’attuale mandatario dispone  realmente di  condizioni per guidare il destino della Casa Bianca.
«Tutti lo hanno descritto allo stesso modo, dicono che è come un bambino, cioè vogliono dire che esige una soddisfazione immediata, che tutto gira attorno a lui»,  ha aggiunto.
«È necessario ricordare che è un uomo che non legge, un uomo che non ascolta».
L’opera di Wolff può essere solo la punta dell’iceberg.  Altri ex assessori prevedono  la pubblicazione di libri di memorie e tra loro il già portavoce Sean Spicer.
I testimoni rivelano sempre più chiaramente la forma in cui si muovono i fili nella Casa Bianca di Donald Trump, che sembra più preoccupato di evitare le filtrazioni che per imporre un minimo di ordine e di  coerenza. ( Traduzione GM Granma Int.)