ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Decine di migliaia di bogotani hanno marciato per la Carrera Séptima ed hanno colmato la Piazza di Bolívar a sostegno della pace. Photo: del autor

Bogotà – Convocati  dagli studenti universitari, i colombiani  in decine di migliaia hanno riempito le strade del paese per mostrare il loro appoggio a una soluzione politica che garantisca la pace e superi la congiuntura provocata dal risicato risultato del referendum sugli accordi di pace tra il Governo e FARC-EP.
A Bogotá la marcia è iniziata dal Planetario Distrettuale e si è estesa per tutta la Carrera Settima.
La camminata di più di un chilometro è stata realizzata in silenzio e sono stati protagonisti le fiaccole, le candele e le bandiere bianche.
Giunti in Piazza Bolívar dove sorgono i principali edifici pubblici, circa 30.000 colombiani hanno cominciato a gridare in coro “Vogiamo la pace”, e “Per la pace nemmeno un passo indietro”.
“Questa è una speranza che meritiamo dopo più di mezzo secolo di guerra”, ha detto a Granma, Adriana Cediel, che si è sommata ai giovani di 26 università che hanno colmato il viale centrale della capitale.
L’idea è mostrare appoggio al  presidente per far sì che si rispettino gli accordi.
Tra la folla la ex senatrice, Piedad Córdoba ora attivista dei Diritti Umani, che ha detto a Granma che occupare le strade è l’opzione migliore nella congiuntura attuale.
“La pace non è una proprietà privata, ma un tema che riguarda tutti i colombiani”, ha aggiunto.
In altre 14 città del paese sono state realizzate manifestazioni a favore della pace:  le principali a Barranquilla, Cali, Cartagena, Quibdó, Bucaramanga, Santa Marta, Manizales, Cúcuta, Neiva, San José del Guaviare, Arauca, Villavicencio e Pasto.
Il sostegno popolare registrato ieri, mercoledì 5, vuole dare una soluzione politica allo scenario successivo al referendum di domenica scorsa  e coincide con un incontro chiave tra il presidente Juan Manuel Santos e il senatore del Centro Democratico, Álvaro U­ribe.
L’ex mandatario (2002-2010) è stato il  principale difensore dell’opzione  del No nella consultazione del 25 settembre  e mantiene la posizione d’esigere un nuovo negoziato dei punti chiave dell’accordo realizzato dopo quattro anni di negoziati a L’Avana.
Conosciuti i risultati del plebiscito, Santos ha aperto un dialogo con tutte le forze politiche e in particolare quelle che hanno respinto gli accordi, per trovare una soluzione.
Il mandatario ha chiamato ad agilizzare questo processo di dialogo, perchè il cessate il fuoco bilaterale  con le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia-Esercito del Popolo (FARC-EP) scade il prossimo  31 ottobre.
Il  ministro della Difesa, Luis Carlos Villegas, ha precisato che il silenzio dei fucili in vigore dal 29 agosto scorso può essere prorogato.
César Muñoz, membro della Associazione  dei Familiari dei Detenuti e gli Scomparsi, ha detto a Granma che il messaggio delle strade è chiaro.
“Il cessate il fuoco si deve mantenere ed è un’esigenza . Si deve rispettare la parola impegnata con le vittime del conflitto”. (Traduzione GM – Granma Int.)