ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

“Caro Presidente, compagno Nicolás Maduro;

Distinte invitate e invitati;

Care sorelle e cari fratelli venezuelani:

Photo: Prensa Latina

Con profonda emozione e con sentimento rivoluzionario vogliamo condividere con voi, come parte di questo incontro, alcune idee che esprimono i sentimenti della Cuba rivoluzionaria, della Cuba di Fidel e di Raúl con la fraterna Repubblica Bolivariana del Venezuela, con il suo popolo con il suo legittimo governo e in particolare con Chávez, perché per noi Chávez vive (Applausi).

Poche ore fa, come un affronto alla memoria dell’eterno e invincibile Comandante Presidente Hugo Rafael Chávez Frías e ai popoli di Nuestra America e del mondo, il Presidente degli Stati Uniti d’America ha deciso di prorogare per un altro anno l’ingiustificato, sproporzionato e pericoloso Ordine Esecutivo che dichiara “l’emergenza nazionale” perché considera che la Repubblica Bolivariana del Venezuela costituisce “una minaccia insolita e straordinaria per la sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti”.

Ancora una volta l’impero dimostra che non ha cambiato la sua essenza aggressiva e il suo disprezzo verso i nostri popoli, reiterando le sue minacce contro una nazione fraterna, pacifica e solidale, ignorando l’indignazione e la condanna unanime che ha suscitato la promulgazione di questo infame Ordine appena un anno fa.

Voglio reiterare e inoltre ratificare quello che ha detto il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz nel VII Vertice delle Americhe a Panama, l’11 aprile del 2015:

“ Il Venezuela non è, nè può essere una minaccia alla sicurezza nazionale di una super potenza come gli Stati Uniti”.

Ed ha aggiunto: “Devo riaffermate tutto il nostro appoggio in maniera risoluta alla Repubblica Bolivariana del Venezuela (Applauso), al governo legittimo e all’unione civico - militare guidata dal Presidente Nicolás Maduro (Applausi), al popolo bolivariano e chavista che lotta per proseguire nel proprio camino e affronta tentativi di destabilizzazione e sanzioni unilaterali. Reclamiamo che si eliminino e che l’ordine esecutivo sia derogato! (Applausi.)

Il Presidente Hugo Chávez già non era fisicamente presente e in modo opportunistico si pensava, come alcuni continuano a pensare in forma sbagliata, che coloro che gli sarebbero succeduti non avrebbero potuto difendere la Rivoluzione Bolivariana.

Non sono mancati tentativi di contrapporre il Venezuela a Cuba, offrendo a uno il garrote e all’altra la carota.

In una delle sue confessioni più intime, quando era già pienamente cosciente del suo destino storico, Chávez evocò la celebre frase con la quale Fidel Castro terminò il suo allegato di autodifesa, parafrasandola nel senso che aveva preso la sua vita: “La storia mi assorbirà”.

Così assorbito dal vortice della rivoluzione, partendo dal suo arrivo al potere, Chávez s’installò per sempre nel cuore del suo popolo e in quello di tutta l’America (Applausi), e per questo siamo qui a nome di Fidel, di Raúl e di tutti i cubani per rendergli omaggio in occasione del terzo anniversario della sua semina.

In Chávez confluivano straordinarie doti di profondo pensatore e stratega rivoluzionario, con un’infinita sensibilità, energia e capacità di convincere e mettere in pratica le sue avanzate idee.

Oratore eccezionale, appassionato e ottimista, credeva nell’invincibilità dello spirito umano. Espressione e somma della più autentica cultura popolare venezuelana. Amante più che mai della sua patria, della sua fede e del suo popolo, leader politico e militare nato, i suoi avversari lo sotovaluatarono incapaci di misurare la sua intelligenza e la sua visione. E prima di tutto è stato un essere infinitamente solidale.

I latinoamericani e i caraibici non lo dimenticheremo mai unendo volontà diverse, limando asperità per recuperare il sogno dell’integrazione regionale.

Coloro che hanno visto nella sua generosità uno spreco delle ricchezze del Venezuela, sono gli stessi che per anni hanno defraudato il loro vero padrone negandogliela. (Applausi).

Oggi, quando la crisi economica, la caduta dei prezzi del petrolio e il sabotaggio economico scuotono il paese, c’è chi vuole dimenticare o non vuole ricordare che grazie alla generosa e giusta rivoluzione che Chávez ha scatenato, milioni di venezuelani sono usciti dalla povertà estrema e dalla fame, hanno ottenuto servizi di salute, educazione e cultura, posti di lavoro e case. (Applausi)

Oggi il Presidente Nicolás Maduro e il suo gabinetto sono impegnati a continuare e consolidare quello che Chávez ha iniziato con l’appoggio della maggioranza del popolo, concentrati nel porre fine a un modello di rendita, differenziando i servizi di base per i cittadini e creando un miglior ambiente di sicurezza.

Chissà quanto si poteva realizzare con un più forte atteggiamento patriottico e rispetto della sovranità del Venezuela e con meno boicottaggi interni e aggressioni e sovversioni esterne!

Per esperienza propria sappiamo che il successo dipende da quattro fattori essenziali, che sono: la fedeltà senza limiti alle idee e a una causa giusta, che in questo caso sono quelle di Bolívar e Chávez; l’unità indistruttibile di tutti i rivoluzionari, il lavoro unito e instancabile di tutti e un’infinta fede nella vittoria .

(Applausi)

Fratelli venezuelani:

Non parlo solo come rappresentante dello Stato, del Partito e del popolo di Cuba. Lo faccio anche come un cubano che è nato con la sua Rivoluzione, che è cresciuto e vissuto tutto questo tempo sottoposto ad aggressioni e al criminale blocco economico, commerciale e finanziario, che ha scelto lo stesso destino della stragrande maggioranza dei suoi compatrioti e che per questo ha avuto il privilegio di vivere questo momento di riconoscimento per l’esistenza della Rivoluzione cubana e dello Stato Socialista in Cuba.

Il camino percorso da nostro popolo è stato lungo ed eroico per giungere agli annunci realizzati simultaneamente lo scorso 17 dicembre del 2014.

Sulla base del rispetto per l’uguaglianza sovrana e senza aggressioni all’indipendenza nazionale e all’auto determinazione del nostro popolo siamo disposti a trattare i più diversi temi in forma reciproca e a continuare a dialogare convinti che possibile convivere civilmente nonostante le nostre profonde differenze.

La normalità delle relazioni bilaterali è una sfida che passa necessariamente per l’eliminazione del blocco e la restituzione del territorio illegalmente occupato di dalla Base Navale nordamericana nella provincia cubana di Guantánamo (Applausi).

Ma è stata una sfida più grande essere giunti a questo punto.

Se la Rivoluzione è un gran cambio nella vita degli esseri umani, la Rivoluzione dev’essere un movimento di resistenza, ribellione, rischi e volontà di affrontarli con poche risorse e molta creatività, solidarietà, morale e principi. (Applausi).

I rivoluzionari non siamo mai soli. Non lo è stata mai la Rivoluzione Cubana e non lo è in quest’ora cruciale la Rivoluzione Bolivariana (Applausi), che non è una minaccia per nessuno, ma speranza e bastione di solidarietà. (Esclamazioni di: Grazie Cuba!) Grazie Venezuela! (Applausi.) Non importa che l’imperialismo e le oligarchie lancino attacchi contro i processi rivoluzionari e progressisti, non ci tolgono il sonno. Non vi preoccupate per gli annunci dei funerali: voi avete già dimostrato che sino a che ci sarà un chavista vivo e lottando, la Rivoluzione starà in piedi. E voi siete milioni (esclamazioni e applausi)

Quando nella sua ultima campagna elettorale, cosciente che il suo tempo di vita stava per terminare, il Comandante convocò i venezuelani e tutti i latinoamericani a sentirsi Chávez, e con quel richiamo : “Tutti siamo Chávez!” ci ha consegnato l’ultima cosa che gli restava la sua stessa identità per farla nostra, per moltiplicarsi in ognuno di noi come formula di redenzione e di fede nella vittoria.

Questo è l’uomo che veniamo ad onorare oggi a Caracas.

Il miglior amico di Cuba (applausi), colui che ha affermato che non era un sacrificio quello che faceva mentre si lamentava del tempo che non bastava per tutto quello che doveva fare. Il popolo, assicurava Chávez, si aspetta molto da noi e non lo dobbiamo deludere. Sono secoli che aspetta”.

Ispirato dalle idee di grandi uomini come Bolívar e Martí, il Che, Fidel e Chávez, abbiamo sognato tutti un mondo migliore, che è possibile, stiamo cominciando a costruirlo e non vi rinunceremo mai. (Applausi).

Non vogliamo guerre. Non vogliamo blocchi. Non vogliamo ingerenze, Non vogliamo sovversioni. Non vogliamo sabotaggi. Non vogliamo che ci s’impongano modelli d’accumuli egoisti di ricchezze per pochi. Vogliamo la pace. Vogliamo giustizia sociale ed equità, vogliamo lo sviluppo sostenibile. Voglaimo condividere quello che abbiamo. Vogliamo felicità e prosperità per tutti. Vogliamo l’integrazione piena in Nuestra America. (Applausi ed esclamazioni “El pueblo unido, jamás será vencido!)

Per questo, domandiamo energicamente la derogazione dell’Ordine Esecutivo contro il Venezuela, chiamiamo la comunità internazionale a sommarsi a questo giusto reclamo e reiteriamo nuovamente in maniera risoluta e leale il nostro appoggio assoluto alla Rivoluzione Bolivariana, al legittimo governo del Presidente Nicolás Maduro e al popolo venezuelano che lotta per mantenere la pace, l’ordine costituzionale, le conquiste della sua Rivoluzione, il legato del Comandante Presidente Hugo Chávez (Applausi),di fronte ai tentativi di destabilizzazione dell’opposizione interna sostenuta dagli Stati Uniti dai loro alleati.

Ancora una volta condanniamo le arbitrarie, prolungate e crudeli campagne di guerra economica e psicologica contro il governo e il popolo bolivariano Non rinunceremo alle idee d’integrazione e d’emancipazione che ci hanno inculcato Fidel e Chávez.

Oggi mentre ricordiamo Chávez, porto nella memoria i miei compatrioti, le vittime del sabotaggio alla nave La Coubre, 56 anni fa, e il richiamo di Fidel in quel momento a resistere e a vincere, con la storica parola d’ordine “Patria o morte! Vinceremo!” (Applausi.)

Fratelli venezuelani, la Rivoluzione venezuelana vincerà! Chávez vive!

(Applausi ed esclamazioni di: Chávez vive! / Traduzione Gioia Minuti)