Il polso dei Giochi
Oggi Cuba lotta per 25 dei 31 titoli in disputa
22 resultados.
Oggi Cuba lotta per 25 dei 31 titoli in disputa
Nn c’è un altro modo per dirlo. Le 19 medaglie d’oro, 13 d’argento e 15 di bronzo e il settimo posto tra 41 nazioni nei II Giochi Panamericani Junior, in Asunción, sono un’altra prodezza del movimento sportivo cubano.
Leyanis Pérez è la campionessa mondiale. La sua prodezza ha superato le due ultime campionesse olimpiche: la dominicana Thea Lafond (14,78), a París-2024, e la venezuelana, sempre grande, Yulimar Rojas (14,76), a Tokio-2020
Più di venti minuti di applausi, le più di mille voci con una sola parola: Fidel, mi hanno fatto venire un nodo alla gola. Ho pianto o almeno una lacrima sulla guancia è sfuggita dal mio petto emozionato.
La resistenza e lo sviluppo che ci proponiamo sono un affronto all’alienazione del capo dell’impero che non è preparato per intendere un paese unito di operai, scienziati, intellettuali e studenti, nè un modello di sviluppo sociale che pone a primo posto l’essere umano.
Devono essere semplicemente disperati per insistere, dopo il fallimento in Venezuela, nella creazione di leaders per sovvertire i governi, ma il dottorato d’aberrazione nella Casa Bianca ora ha la pretesa di fabbricare Guaidó, niente meno che in Cuba.
In queste prime giornate d’agosto Cuba ha vinto il maggior numero di medaglie nei Giochi Olimpici, sette in totale, includendo le vittorie di Mijaín López, con la sua quarta corona olimpica, Luis Orta con la sua prima e quella del doppio cubano di Serguey Torres e Fernando Dayán, che hanno chiuso un giorno magico, facendo sì che la delegazione cubana realizzi il suo migliore raccolto in quello che resta di questi Giochi.
Se gli spari del 30 aprile scorso contro l’Ambasciata cubana a Washington avessero riempito di buchi la Casa Bianca, una realtà che non auguriamo a nessuno, allora l’attaccante non avrebbe oggi una lunga storia clinica psicologica o psichiatrica. Anche se fosse matto da legare.
Cuba è stata una grande animatrice di queste competizioni e appare per la quinta volta come una delle sei nazioni che hanno vinto15 o più giochi nella loro storia, ed è una delle 13 presenti nelle sue quattro edizioni precedenti.
Gli hanno detto addio nel cimitero di Colón, i suoi familiari e amici, il membro della Segreteria del Comitato Centrale del Partito, Jorge Luis Broche Lorenzo, capo del suo dipartimento d’Educazione, Sports e Scienza; i presidenti dell’organismo sportivo e del Comitato Olimpico Cubano, Osvaldo Vento Montiller e Roberto León Richard, con glorie del baseball e compagni di lavoro