Cile: la «democrazia» che reprime
La dichiarazione del coprifuoco non ha impedito la continuazione delle mobilitazioni popolari.
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La dichiarazione del coprifuoco non ha impedito la continuazione delle mobilitazioni popolari.
«È un altissimo onore. Siamo coscienti dell’enorme patrimonio storico forgiato in 58 anni dal G-77 più Cina, e dei grandi impegni che affrontiamo».
Una nave con petrolio iraniano è stata confiscata dalle autorità britanniche al suo passaggio nello Stretto di Gibilterra, azione deliberata che aggiunge tensione lì dove non c’è più spazio per questo.
Due esempi solamente. Uno di Miami e l’altro di Bogotà. Nei due casi si tratta di luoghi nei quali il sistema di governo imperante si afferra a porsi come esempio di «libertà e democrazia». Anche se, com’è logico, ognuno può dare la propria lettura a questo concetto.
«Se dovessi descrivere il carcere nella base nordamericana di Guantánamo, io direi al mondo che è una prigione senza leggi, dove gli Stati Uniti hanno sperperato circa 6000 milioni di dollari per detenere persone senza processo e guadagnando nient’altro che una reputazione d’ingiustizia».
Essere bloccati continua ad essere il prezzo che paghiamo noi che ci dichiariamo liberi e sovrani.
Si è saputo di recente che l’inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, ha proposto di vendere l’Isola dopo il passaggio dell’uragano Maria
Gli Stati Uniti non hanno mai riconosciuto le proprie sconfitte. Non lo hanno fatto quando nel 1975, i vietnamiti vinsero una guerra genocida imposta da Washington, e non lo hanno fatto nemmeno adesso, obbligati a fuggire dall’Afganistan dopo l’entrata dei talibani a Kabul.
Telesur ha informato, ieri lunedì 21, che Evo Morales superava di dieci punti il suo avversario (con il 46,86 dei voti contro il 36,73, e il 95 % dei seggi scrutinati). Nonostante questo si deve aspettare il 100% delle schede scrutinate coscienti che il trionfo di Evo è il trionfo della Bolivia.
Jair Bolsonaro, il «Trump del tropico» ha attaccato di nuovo le migliaia di medici cubani che sono stati nel suo paese a salvare vite e curare malattie, soprattutto nei luoghi meno ospitali di questa nazione di 210 milioni di abitanti.