Il mercato delle idee e il toro dalle sette corna
Il «libero mercato delle idee» si segue fondato in un attraente concetto del neoliberalismo, coniato negli anni 20 del secolo scorso dal giudice statunitense Oliver Wendell Holmes
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Il «libero mercato delle idee» si segue fondato in un attraente concetto del neoliberalismo, coniato negli anni 20 del secolo scorso dal giudice statunitense Oliver Wendell Holmes
Gli stessi cani, «i cani più feroci», ha detto, quelli che ha minacciato di incitare contro i manifestanti riuniti davanti alla Casa Bianca per protestare contro l’assassinio di un negro, George Floyd, commesso da un poliziotto bianco.
Pubblicato da Ediciones Extramuros: /Da Zerbst a La Habana. Memorie di una tedesca in Cuba/, il libro firmato da Eva Santa Cruz, è pura vita.
Sono andati davanti al Mincult, non interessati o meno a informare su un preteso dialogo culturale, ma ad essere parte di una provocazione ordita per poter diffondere nel mondo una visione di “Cuba non ne può più!, sceneggiatura da quattro soldi, che in poche ore è stata maneggiata dalla controrivoluzione di Miami.
Ancora una volta il marchio relazionato al timore rosso o marea rossa , torna in primo piano nella terra statunitense
Per la prima volta in 92 anni gli Oscar alla miglior pellicola e al miglior regista sono andati a una produzione straniera parlata – e questo è il colmo- dicono i più conservatori dell’istituzione, in coreano.
Il cineasta Manuel Pérez Paredes ha avuto la fortuna d’incontrare la sincerità più spregiudicata in Nikolai Leonov, generale ritirato della KGB e traduttore vincolato a Cuba per quasi settant’anni.
Lasciando da una parte intelligenza e pazienza ho dedicato alcuni giorni ad ascoltare i nostri ineffabili influencer contro rivoluzionari. Sembrerebbe un esercizio di masochismo intellettuale, ma si sa che osservazione e analisi portano con sé dedizione e anche sacrifici.
/Pepe, una vita suprema/, diretta da Emir Kusturica, è il film documentario annunciato per aprire il 40º Festival Internazionale del Nuovo Cine Latinoamericano, il prossimo 6 dicembre.
Michael Moore ritorna con quella che possibilmente sia la sua pellicola più incisiva dopo Fahrenheit 9/11, quell’allegato contro George W. Bush realizzato nel 2004.