Fidel: con gli stivali e il cuore sulla terra
È impossibile concepire un programma docente, una conferenza, una lezione che non contenga o beva dalle sue conoscenze e dai suoi apporti
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È impossibile concepire un programma docente, una conferenza, una lezione che non contenga o beva dalle sue conoscenze e dai suoi apporti
Il nostro popolo sente sulla sua stessa pelle il dolore tremendo del popolo palestinese al quale augura d’estinguere il Governo abusatore e criminale d’Israele.
Questo è Camilo, l’adolescente impertinente e ribelle, il ragazzone la cui pupilla si dilata vedendo le belle ragazze, il giovane galante con le sue fidanzate, il guerrigliero che termina guadagnandosi non solo la battaglia di questo Yaguajay che lo adotta come un «tronco di figlio », ma anche la fiducia totale di Fidel
Tre lustri offrendo un aiuto determinante nel terreno militare e non meno sensibile del senso umano
Il 17 giugno del 1905 chiude gli occhi convinto che «sul suolo intriso da tante lacrime e sangue deve ondeggiare solo una bandiera, quella che ha sostenuto il sacro ideale della Patria»
A 30 anni da quando i nostri ultimi internazionalisti tornarono dall’Angola, mi convinco sempre più che, oltre che militare, la vittoria sul Sudafrica e i suoi alleati è stata una vittoria profondamente umana.
Offerte di fiori inviate da Raúl e Díaz-Canel sono state poste anche nel cimitero patrimoniale Santa Ifigenia. La cerimonia politico-militare si è svolta in El Cacahual
In che maniera la gente si gode la giornata, fa ondeggiare le bandiere e innalza cartelli!
Sono passati 66 anni e ancora pulsano i consigli, le allerte davanti ai pericoli reali in arrivo, le meditazioni e la indiscutibile saggezza del Comandante in Capo
Sbarcò con Fidel, fece parte della sua colonna guerrigliera e rimase sempre al suo fianco