
L’impero non smette il suo affanno di cercare di piegare il popolo cubano. I suoi strumenti «diplomatici» in questo impegno sono quelli di sempre: minacce, pressioni, campagne di odio quelle alle quali manca la verità. Come se Cuba stesse zitta o il mondo non conoscesse la razza dei diffamatori! In questo cammino di aggressioni è trascorso lunedì 19.
Il procuratore generale della Florida, James Uthmeier, ha emesso un ordine d’arresto contro il leader della Rivoluzione Cubana, Generale d’Esercito
Raúl Castro Ruz.
Per le presunte colpe hanno riciclato la fraudolenta accusa diffusa nel maggio scorso dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, basata nell’abbattimento di due piccoli aerei che violarono lo spazio aereo cubano il 24 febbraio del 1996.
La rinnegabile azione è stata definita dal Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel
Bermúdez, como «un patetico circo miamense, con sfondo elettorale».
Il mandatario ha aggiunto per mezzo della rete sociale x, che l’infame imputazione «non ha nè avrà mai il minimo senso giuridico e tanto meno pratico. Raúl è Raúl, e di fornte ad ogni affronto alla sua figura, incontreranno sempre la determinazione di un popolo di difendere la Rivoluzione», ha sostenuto.
Poi ha puntualizzato che «questa manovra di vestibilità legale montata da politici anti cubani contro Raúl e contro Cuba merita la nostra più ferma condanna». E ha segnalato che «forma parte dell’affanno aggressivo e risponde agli inciampi nel tentare di giustificare il blocco e il castigo le collettivo contro il nostro popolo».
In questa stessa linea d’azioni contro la sovranità nazionale, mentre questo accade, i diplomatici della Casa Bianca nella ONU hanno trasformato questo spazio multilaterale in uno show anticubano.
La rappresentazione statunitense nelle Nazioni Unite –in un chiaro esempio di violazione delle norme internazionali– ha convocato a una riunione nella
quale hanno usato la coercizione e la manipolazione politiche come armi per tentare d’isolare internazionalmente la nazione caraibica.
«Cuba è quì, non lì dentro. I rappresentanti del popolo cubano sono quì, non con loro», ha detto il rappresentante permanente dell’Isola presso la ONU, Ernesto Soberón, di fonte al mendace spettacolo, realizzato a pochi giorni dalla 34ªpresentazione della relazione cubana contro il blocco, nell’Assemblea Generale.
Hanno partecipato all’incontro i rappresentanti di uno scarso gruppo di Stati membri, individui condannati per delitti o vincolati a organizzazioni terroriste responsabili di morte e sofferenza tra la popolazione cubana.
Tra questi il terrorista Orlando Gutiérrez Boronat, che è incluso nella Lista Nazionale delle Persone e delle Entità Designate come Terroriste.
Dello stesso genere i partecipanti al tentativo d’infiltrazione terrorista neutralizzato dalle Truppe Guardafrontiere, lo scorso 25 febbraio, nelle acque di Villa Clara.
Su questo fatto è stata resa nota una denuncia che apporta nuovi elementi dell’investigazione che confermano la natura d’aggressione diretta al paese e include le dichiarazioni dei terroristi partecipanti e di altri implicati, detenuti dalle autorità cubane.





