OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Foto: Lema

«Il Segretario di Stato degli USA, nervoso e ansioso di fronte a un'altra sconfitta nelle Nazioni Unite, sta facendo pressioni e ricatti a Capi di Stato e di Governo di vari paesi per far sì che cambino il loro voto contro il blocco nell’assemblea generale della ONU».

Il membro del Buro Politico del Partito e ministro delle Relazioni Estere, Bruno Rodríguez Parrilla, ha denunciato mercoledì 14 ottobre per mezzo della rete sociale X, le «reiterate menzogne e le nuove azioni» del Dipartimento di Stato della nazione del nord, con le quali «tenta di far tacere l’azione di castigo collettivo che commette contro il popolo cubano e fare complice di questa barbarie il resto della comunità internazionale».

Il viceministro delle Relazioni Estere, Carlos Fernández de Cossío, ha riferito nelle reti sociali: «Alla maggior potenza economica, tecnologica e militare del pianeta non basta  imporre un castigo collettivo a tutto il popolo di Cuba, e deprimere il livello e le condizioni di vita di tutta la popolazione con l’animo d’indurre una crisi umanitaria».

«Di fronte all’isolamento politico e morale di questa aggressione genocida, gli USA  dedicano enormi risorse per fare pressioni sui governi del mondo, con l’obiettivo di far sì che questi cambino la loro tradizionale posizione di domanda che si ponga fine all’abuso e al crimine» ha denunciato.

E inoltre ha precisato che «Il Segretario di Stato degli USA va sgambettando di paese in paese, telefonando ai mandatari in un disperato sforzo per intimidire, ricattare e promettere carote ai governi di ogni latitudine».

Poi ha aggiunto che «la meta, nell’anno di maggior indurimento è incolpare l’aggredito, screditare la vittima e tentare così di cambiare una posizione che la comunità internazionale ha sostenuto storicamente e inconfondibilmente come condanna del blocco economico».

Le pressioni e le minacce della Casa Bianca a terzi paesi si eseguono a pochi giorni da quando nell’ Assemblea Generale della ONU, si presenterà nuovamente la relazione «Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati uniti d’America contro  Cuba», che storicamente ha ricevuto il sostegno della maggioranza dei membri in questo scenario.