
Madrid- Cuba ha avvertito sulle conseguenze imprevedibili per il mondo che avrebbe oggi un’aggressione militare da parte degli Stati Uniti «che provocherebbe una catastrofe umanitaria».
Durante il suo intervento nel Plenum del XII Forum Parlamentare Ispano americano in Madrid, la vicepresidente cubana dell’ Assemblea Nazionale del Potere Popolare (ANPP), Ana María Mari Machado, ha sottolineato che un fatto così, «destabilizzerebbe la regione dell’America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace»
In questa linea, la vicepresidente del Consiglio di Stato, ha denunciato
il «genocidio silenzioso e castigo collettivo del popolo cubano, del blocco economico, commerciale e finanziario» mantiene il Governo degli USA, «rinforzato negli ultimi mesi a livelli estremi e senza precedenti».
Poi ha segnalato l’imposizione di un assedio energético su Cuba e di un esaustivo schema di sanzioni secondarie, «contro tutte quelle entità di terzi paesi che sostengono investimenti o vincoli commerciali o finanziari con entità cubane, con l’assurdo pretesto che Cuba è una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti».
Mari Machado ha aggiunto che «un elemento addizionale, è stato l’uso di una retorica crescente di minacce, guerrafondaia, contro la sovranità e l’integrità territoriale di Cuba».
La vicepresidente della ANPP ha detto che «il costo di questa spietata
guerra economica contro il popolo cubano è incalcolabile» e ha indicato due esempi.
La mortalità infantile nell’isola dei Caraibi, ha riferito, è raddoppiata, passando dal 4,4 a 9,9 per ogni mille nati vivi cada mille nati vivi.
Inoltre ha comunicato che migliaia di contenitori con alimenti, medicinali e altri prodotti essenziali sono paralizzati attualmente in diverso porti del mondo nonostante siano stati contrattati e pagati da imprese private cubane, in virtù delle minacce alle compagnie di navigazione registrate in diversi paesi».
Poi Ana María Mari Machado ha richiamato l’attenzione sul fatto che «dietro i danni ci sono vite umane vittime di questa politica disegnata per provocare sofferenza e angoscia all’Isola grande delle Antille.
Ha ringraziato le dichiarazioni d’appoggio e solidarietà ricevute da organi legislativi, gruppi parlamentari d’amicizia e legislatori, denunciando la scalata aggressiva di
Washington contro Cuba.
«Reiteriamo, in nome del nostro popolo: Cuba non è una minaccia; il blocco sí!
Siamo un paese di pace. Esigiamo la fine del blocco, dell’assedio energetico e di tutte le misure coercitive unilaterali contro il nostro paese», ha sentenziato .
Nel suo discorso ha valutato l’importanza del Forum Parlamentare Ispanoamericano, «convinti che questa data diviene un’altra eccellente opportunità per l’avvicinamento, l’unità e la solidarietà tra i nostri popolo , in una fraternità di secoli con vincoli indistruttibili».
Mari Machado ha fatto riferimenti al convulso scenario internazionale, che «domanda attuazioni conseguenti , facendo uso effettivo della diplomazia parlamentare, in difesa della pace, il multilateralismo, il rispetto, i propositi e i principi della Carta della ONU e il Diritto Internazionale». (GM/ Granma Int.)





