
CHONGQING, Cina.– Cosí come l’intelligenza artificiale (IA) sta rapidamente cambiando i paradigmi di produzione dei media di comunicazione, si moltiplicano anche i rischi associati al suo uso senza controllo e senza limiti etici.
Per tanto è urgente avanzare nel consenso globale per un governo di questi strumenti digitali.
Questa é stata la premessa del 5° Forum Internazionale del Gruppo dei Media della Cina (CMG), che ha convocato di recente piú di 300 dirigenti, editori, realizzatori e giornalisti del mondo, attorno al tema “Difendere e trasformare: la missione dei media nell’era intelligente”.
La disinformazione non é un rischio futuro; é ora e adesso il maggiore e piú importante rischio derivato dall’uso crescente delle tecnologie digitali applicate alla produzione mediatica, ha affermato
Tshilidzi Marwala, segretario generale aggiunto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e rettore dell’Università di questa istituzione.
Il dirigente ha poi valutato che queste stesse tecnologie che apportano tanto benefici come complemento della gestione delle notizie, sono ugualmente mal usate, tralasciando i valori tradizionali del’infromazione al punto digenerare pericolose polarizzazioni nele società attizzare conflitti confonder ele masse e annullare l’intelligenza natuarle e ilsenso critico data la valanga di fakenews e di contenuto sterile che convive in un ecosistema informativo che si è ampliato esponenzialmente con le reti sociali.
Marwala ha sottolineato che la ONU promuove un futuro digitale aperto, libero, cooperativo e inclusivo, così come si stipula nel Patto Digitale Globale approvato due anni fa; senza dubbio riconosce la necessità d’avanzare davvero più rapidamente e veramente verso un modello più rapido e vero, verso un modello nel quale l’umano e il
trasparente stanno al centro dello sviluppo della IA e che nel
caso dell’esercizio giornalistico lo complementi, non lo sostituisca.
Shen Haixiong, presidente di CMG, ha definito come opportunità straordinarie i vantaggi che la IA offre a tutti i fronti della
produzione mediatica, e ha invitato le organizzazioni informative a
integrarsi in un sistema comune di sviluppo, ma sotto le regole di un consenso per il governo globale di questa tecnologia digitale.
Accademici hanno coinciso che nell’ambiente mediatico, la IA ha smesso d’essere uno strumento ausiliare per diventare una nuova forma di produzione e ha trasformato l’usuario da ricevitore passivo a co- creatore attivo, obbligando a disporre di regole che proteggano la veracità, l’obiettività e il rispetto dell’altro che deve dirigere la pratica giornalistica.
Il presidente dell’agenzia di notizie Reuters, Paul Bascobert, ha
riconosciuto che, anche se le prospettive del sistema non coincidono tra le organizzazioni mediatiche, l’impegno con la verità e con le
audience sì dovrà essere un valore condiviso, soprattutto di fronte al rischio che implica che molte interfasi tecnologiche si stiano disegnando per imprese la cui finalità non è sempre fare un giornalismo di qualità.
La fiducia, ha detto, sarà sempre un modello che marca differenze tra giornalismo e mercato.
L’obiettivo dell’applicazione degli strumenti della IA al giornalismo non potrà mai rimpiazzare il giornalista, ma aiutare a che l’umano continui al centro dell’attività, che gli moltiplichi le capacità per consultare fonti paragonare fare investigazioni.
Per quanto appaiano molto coerenti e credibili i risultati del suo uso, ci sono cose che la macchina non potrà mai fare, e ha fatto degli esempi: creare empatia, spiegare le emozioni di un’intervista, reagire con indignazione morale, riconoscere la disonestà, discutere con coraggio ed essere mobilitato dalla curiosità.
L’impulso di riunirsi, attendersi e apprendere dall’altro è una condizione essenzialmente umana. Tutto quello che tenda a perdere l’incontro umano, va considerato un rischio, ha precisato.
Salutando i partecipanti e augurando successo al Foro, il membro del Burò Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista della Cina e capo del suo Dipartimento di Pubblicità, Li Shulei, ha detto che il gigante asiatico promuove attivamente ed è disposto ad accompagnare la comunità internazionale nello sviluppo della IA e
l’economia digitale, per far sì che i maggiori beneficiari siano i popoli.
Per questo, ha detto, l’innovazione tecnologica intelligente deve giungere più rapidamente a tutti i media in favore della verità e l’obiettività della notizia e si deve fare con base a un governo etico che punti al miglioramento della vita della gente. Deve promuovere la cooperazione e l’apprendistato mutuo tra le civilizzazioni e avvicinare sempre più le visioni globali alle prospettive locali. ( GM/ Granma Int.)





