OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Foto: Enrique Lacoste

Le recenti misure annunciate contro Cuba non rispondono a minacce reali per la sicurezza degli Stati Uniti, ma alla persistenza di un modello politico che Washington non è riuscita a piegare mediante la coercizione. 
Un’analisi obiettiva dell’Ordine Esecutivo permette d’osservare da un lato la sua retorica falsa e senza prove e dall’altro la verità di Cuba sostenuta dal diritto internazionale. 

 SULL’IMPOSIZIONE DELLE NUOVE SANZIONI:
(LEGGE IEEPA)

«L’ordine amplia le sanzioni esistenti contro Cuba, per includere nuove restrizioni in virtù della Legge dei Poteri Economici d’Emergenza Internazionale (IEEPA)».
La IEEPA è uno strumento di coercizione unilaterale, e la sua applicazione contro Cuba viola gli articoli 1, 2 e 55 della Carta delle Nazioni Unite e ignora la risoluzione che, dal 1992, esige l’eliminazione del blocco. 
Non eaiste nessuna «emergenza nazionale» reale che giustifichi mantenere durante più di 60 anni un assedio economico che il diritto internazionale definisce come un’azione di genocidio. 

«L’ordine impone nuove sanzioni a entità, persone o affiliati che appoggiano l’apparato di sicurezza […] siano complici della corruzione governativa o di gravi violazioni dei diritti umani, o siano agenti, funzionari o collaboratori materiali del Governo cubano».
Las accuse di corruzione e violazioni dei diritti umani si presentano senza prove. Cuba dispone di un sistema legale proprio e i suoi meccanismi anticorruzione contano sul riconoscimento dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Delitto. 
Criminalizzare ogni collaborazione con un governo legittimo –includendo la cooperazione sanitaria e l’educativa– costituisce un’estensione illegale della giurisdizione statunitense. 
«L’ordine autorizza anche nuove sanzioni contro persone, entità o 
 istituzioni finanziarie danneggiate, che abbiano realizzato o facilitato transazioni con persone o entità sanzionate».
Le dette «sanzioni secondarie» costituiscono una violazione  flagrante del principio di non intervento, pietra angolare del diritto internazionale, e del diritto di terzi paesi alla libertà di termine economico. Vulnerano gli articoli 2.1 e 2.4 della Carta della ONU.

SU«CONTRARRESTARE L’INFLUENZA NEGATIVA DI CUBA»

«Cuba alberga installazioni di avversari stranieri dedicati a scoprire e sfruttare informazioni sensibili sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti».
Questa è un’affermazione senza evidenza verificabile. 
Nessun rapporto sclassificato dell’intelligenza statunitense ha dimostrato l’esistenza di queste installazioni.  Si tratta di un argomento ricorrente dall’epoca della Guerra Fredda, utilizzato per giustificare misure coercitive.
«Cuba mantiene stretti vincoli con altri importanti Stati  patrocinatori del terrorismo, includendo l’Iran, e offre rifugio a gruppi di terroristi transnazionali, tra i quali Hezbolá».
Cuba è stata vittima del terrorismo di Estado durante più di 60 anni, e le più di tremila vittime di questo flagello danno fede di chi sono i veri  perpetratori. La designazione di Cuba come Stato patrocinatore del terrorismo manca pertanto di base tecnica, morale e illegale. 
«Il regimen perseguita e tortura gli oppositori politici, nega la libertà d’espressione e difende attivamente l’ideologia comunista».
Lo Stato riconosce, rispetta e garantisce alle persone la libertà di pensiero, coscienza e d’espressione. I diritti di riunione, manifestazione e associazione con fini leciti e pacifici, sono riconosciuti dallo Stato sempre che si esercitino con rispetto all’ordine pubblico e in conformità dei precetti stabiliti nella legge. 


SU «GLI STATI UNITI PRIMA DI TUTTO»

«Durante il suo primo termine, l’attuale presidente mutò l’accordo unilaterale dell’ Amministrazione Obama».
L’accordo con Obama stabiliva cooperazione in temi d’interesse mutuo, come la lotta alla droga, l’ambiente, i voli regolari.  Rovesciarlo non ha prodotto nessun passo avanti nella politica degli USA contro l’Isola, ma ha solo approfondito la sofferenza economica della popolazione civile cubana. 
«Nel giugno del 2025, il presidente Trump incrementò la pressione politica […] per promuovere un settore privato indipendente dal controllo governativo».
Il Governo cubano ha legalizzato più di 9 000 micro, piccole e medie imprese private dal 2021. Secondo i dati della ONEI, alla fine di marzo di quest’anno operavano nell’Isola grande delle Antille 9 550 mipymes private. Imporre dall’estero un modello economico specifico costituisce un’azione di interventismo che viola la Carta della ONU. 
«Nel gennaio del 2026, il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo imponendo tasse a paesi che vendevano petrolio a Cuba».
Questa misura è una stretta del blocco, con un impatto diretto nella vita del popolo cubano. Danneggia terzi paesi ed è stata denunciata da governi e organizzazioni internazionali. 
L’Ordine Esecutivo cita le operazioni: Absolute Resolve, Southern Spear, Midnight Hammer, Epic Fury.
Nessuna di queste operazioni militari unilaterali conta con un mandato del Consiglio di Sicurezza della ONU. La sua menzione vuole creare un clima d’intimidazione. La vera lezione è che gli Stati Uniti prescindono dal diritto internazionale quando gli conviene.
«Il regime corrotto dei Cuba continua a formnatr elemigrazione verso gli USA con più di 850 000 emigranti giunti tra il 2022 e
l’autunno del 2024».
La migrazione cubana risponde direttamente alla crisi economica indotta dal blocco rinforzato e allo stimolo della «Ley de Ajuste Cubano», che incentiva la migrazione con fini politici. 
È falso che il Governo cubano «impulsi» la migrazione: al contrario, L’Avana mantiene accordi con gli USA per controllare i flussi migratori dal 1995.
«Cuba offre un ambiente propizio per operazioni ostili d’intelligenza straniera a meno di cento miglia dal territorio statunitense».
Non esiste registrazione delle operazioni ostili lanciate dal territorio cubano contro gli Stati Uniti.  Le stesse agenzie d’intelligenza statunitensi hanno dichiarato che Cuba non rappresenta una minaccia maggiore di quella degli altri paesi della regione. 
«Queste azioni costituiscono un minaccia inusuale e straordinaria per la sicurezza nazionale e la politica estera degli USA».
È una formula retorica vuota. Il vero stato d’emergenza nazionale, rinnovato un anno dopo l’altro durante 60 anni, è il blocco  economico contro un paese che non ha mai attaccato gli Stati Uniti. 
La comunità internazionale lo ha segnalato insistentemente come un anacronismo. (GM/ Granma Int.)

FONTI: COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA DI CUBA, STATE.GOV, RT, LA JORNADA, CNN, DEMOCRACY NOW!, ACNUDH, THE INTER CEPT, DROP SITE NEWS, CUBADEBATE.
Un Ordine Esecutivo che viola il diritto internazionale