
I Relatori Speciali del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite hanno chiesto agli Stati Uniti la fine dell’assedio energetico contro Cuba perchè è illegale e viola i diritti umani del popolo cubano.
Bruno Rodríguez Parrilla, ministro delle Relazioni Estere di Cuba lo ha segnalato nel suo muro di X dopo la sessione a Ginevra di una riunione d’esperti della ONU.
«Gli esperti hanno trasferito le loro preoccupazioni al Governo degli USA ed hanno sollecitato chiarimenti sulla base giuridica e fattuale dell’ordine esecutivo, così come informazioni sulle misure adottate per mitigare gli impatti negativi sui diritti umani», ha aggiunto il funzionario.
L’ordine esecutivo emesso nel gennaio del 2026 dal Presidente degli Stati Uniti, che impone un blocco di combustibili a Cuba, equivale a una carestia energetica con gravi conseguenze per i diritti umani e lo viluppo generale del paese, hanno avvisato gli esperti.
«Cuba è stata sottoposta a una carestia energetica da parte degli Stati Uniti, una situazione nella quale la mancanza di combustibile paralizza il funzionamento dei servizi essenziali necessari per una vita degna, hanno affermato. Questo blocco illegale non sono perturba la vita quotidiana ma impedisce il godimento di una ampia gamma di diritti umani».
Inoltre hanno ricordato d’aver espresso anticipatamente la loro preoccupazione per gli effetti pregiudiziali del prolungato embargo sul diritto all’alimentazione e a un livello di vita adeguato. Il nuovo blocco di combustibile, hanno avvisato, costituisce un ostacolo importante per lo sviluppo di Cuba.
L’ordine esecutivo, hanno affermato, non dimostra come Cuba rappresenta una «minaccia inusuale e straordinaria» per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
«Anche se l’ordine fa un riferimento ai diritti umani in Cuba, non considera come la misura in sè – una misura coercitiva unilaterale– pregiudica direttamente i godimento dei diritti umani del popolo cubano», hanno detto.
Hanno anche segnalato i rapporti che indicano che la scarsità di combustibile impedisce alla gente il ricovero in ospedale e che i bambini vadano a scuola. Il sistema di salute cubano ha una lista d’attesa di 96 000 operazioni chirurgiche pendenti –includendone 11 000 per bambini –, e i ritardi nel Programma Nazionale d’Immunizzazione hanno danneggiato migliaia di neonati.
«Privando la popolazione dell’energia necessaria per il funzionamento dei servizi essenziali, questo ordine esecutivo ostacola il diritto del popolo cubano allo sviluppo e attenta i suoi diritti all’alimentazione, l’educazione, la salute, l’acqua e il risanamento».
«La scarsità d’energia come strumento coercitivo è incompatibile con le norme internazionali dei diritti umani», hanno concluso. (GM/Granma Int.)





