OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE

D

Photo: Archivo

Davanti alla più recente scalata del governo degli USA, nella sua permanente aggressione contro l’Isola, sono state numerose le voci che da distinte latitudini si sono alzate - sino a questa data - in appoggio a Cuba, mostra palpabile del riconoscimento alla dignità, la resilienza e la verità che difendiamo.

«La Cina appoggia fermamente Cuba nella difesa della sua sovranità e sicurezza nazionali», ha detto Guo Jiakun, portavoce del Ministero delle Relazioni

Estere del gigante asiatico, ed ha enfatizzato la ferma opposizione di Pechino alle misure che «privano il popolo cubano del suo diritto alla sussistenza a lo sviluppo, così come alle pratiche disumane».

Il primo vicepresidente del Comitato dei Temi  Internazionali della Camera Bassa del Parlamento russo, Alexéi Chepa, ha riferito che gli Stati Uniti cercano qualsiasi pretesto per un intervento militare in Cuba.

La dichiarazione d’emergenza nazionale «è una ulteriore ragione per creare disordine internazionale», ha dichiarato il deputato, parlando all’agenzia  Sputnik.

«Oggi affermano che esiste una minaccia reale per Washington da Cuba. Una minaccia reale! È un’assurdità, un pretesto per organizzare un intervento in Cuba», ha affermato.

Il Venezuela ha espresso, attraverso un comunicato ufficiale, la sua solidarietà con

il popolo di Cuba. Considerare l’Isola «una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti è uno sproposito che comprende gravi minacce contro la sua esistenza come nazione» ha sostenuto.

«Il Messico sarà sempre solidale, cercando la miglior maniera d’appoggiare solidariamente il popolo cubano», ha assicurato alla stampa la presidente di questo paese, Claudia Sheinbaum. Inoltre dopo aver fatto un riferimento alla crisi che potrebbe  generare questa nuova misura d’asfissia, ha precisato: «È nostro interesse che questo non accada con il popolo cubano, e io credo che sia interesse non nostro, del Governo, ma di tutto il popolo del Messico e questo è quello che vogliamo esprimere al governo degli Stati Uniti: che è molto importante che non ci sia una situazione di crisi umanitaria».

Il Partito Comunista del Messico si è pronunciato, attraverso X, in difesa

del «diritto di Cuba d’esistire». «I popoli hanno la parola», ha detto

l’organizzazione. «Cuba vincerà».

La Segreteria del Partito Comunista del Lavoro  (PCT) della Repubblica Dominicana ha affermato che «non è solo un attacco contro il Governo cubano, ma un’azione di pirateria internazionale». Inoltre ha indicato che si tratta di «un tentativo deliberato di asfissiare per fame e mancanza d’energia un popolo degno che ha deciso d’essere padrone del suo proprio destino».

In una dichiarazione il Partito Comunista Ecuadoriano ha denunciato che queste decisioni di Washington costituiscono una nuova azione d’ingerenza nei temi interni di una nazione sovrana.

«La storia ha dimostrato che la solidarietà tra i popoli è più forte di qualsiasi tentativo di coercizione imperialista», ha segnalato.

Il Partito Comunista del Brasile ha reiterato che la misura contro Cuba si

integra a un movimento più ampio per rivitalizzare la Dottrina Monroe,

ora nella sua versione trumpista del XXI secolo: più aggressiva, apertamente

L’organizzazione Lavoratori e Studenti Comunisti per il Cambio Sociale di Puerto Rico ha sostenuto che, «offuscato dalla sua politica fascista, Trump sembra dimenticare che il popolo cubano non è solo e che inoltre è colmo di un grande valore ispirato nei principi rivoluzionari che lo hanno sostenuto da sempre».

L’UNICA MINACCIA REALE PER IL MONDO È LA POSIZIONE AGGRESSIVA DEGLI USA

«L’Assemblea Generale (AGNU) ha chiesto reiteratamente la fine del blocco

contro Cuba», ha detto il portavoce aggiunto del Segretario Generale della

ONU, Farhan Aziz Haq, ed ha incitato tutti gli Stati membri a

Compiere le risoluzioni della AGNU.

L’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra America-Trattato del Commercio dei Popoli (ALBA-TCP) ha espresso la sua solidarietà e il suo accompagnamento al Governo e al popolo di Cuba. «La solidarietà, la cooperazione e l’unità dei popoli continueranno ad essere più forti di qualsiasi misura coercitiva unilaterale», ha reiterato.

Il Congresso Nazionale Africano ha riaffermato la sua solidarietà mediante una

dichiarazione. L’organizzazione politica sudafricana, impegnata con lo sviluppo delle economie del Sud Globale e la stabilità delle nazioni dei Caraibi, ha reclamato l’eliminazione immediata del blocco petrolifero e commerciale che danneggia non solo Cuba, ma anche la regione.

Il Gruppo di Puebla ha condannato nelle sue reti sociali la misura del Governo degli USA e si è pronunciato in difesa «della sovranità, il multilateralismo e il rispetto tra gli Stati».

La deputata federale Dolores Padierna Luna, vice coordinatrice della Organizzazione Legislativa del Gruppo Parlamentare di Morena, ha definito come «imperialismo allo stato puro» l’Ordine Esecutivo contro Cuba. E ha denunciato che costituisce «un’aggressione di guerra commerciale» destinata a castigare paesi sovrani e a utilizzare la fame e l’energia come armi di pressione.

La Coordinatrice della Solidarietà con Cuba di Madrid, ha assicurato che «la nuova

campagna genocida» dell’imperialismo «dimostra che i problemi economici cubani hanno la loro origine nella criminale aggressione permanente da  parte di Washington». Nello stesso tempo, ha considerato la minaccia come «una prova irrefutabile del terrorismo di Stato che gli imperialisti praticano contro il popolo cubano».

Ed ha aggiunto che «Cuba è la prova vivente che si può affrontare con successo l’imperialismo, lottando per il socialismo, per superare la barbarie capitalista».

In una riunione con l’ambasciatore cubano a El Cairo, Alexander Pellicer, il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha espresso il suo appoggio e la sua solidarietà con l’Isola nel mezzo delle minacce degli USA.

«Come una manovra cinica e pericolosa». Così il Blocco di Resistenza e Ribellione Popolare di El Salvador ha definito la decisione del presidente Donald Trump, di dichiarare un’emergenza nazionale per l’Isola grande delle Antille.

«Cuba non è sola. La sua dignità e resistenza sono anche le nostre.

Ogni aggressione contro Cuba è un’aggressione contro tutta l’America Latina e i Caraibi, ha affermato il gruppo con un comunicato.

Simán Koury, fondatore dell’Unione Palestinese dell’America Latina, ha parlato in nome   di questa organizzazione, che ha manifestato la sua solidarietà con il popolo cubano e ha denunciato l’uso del blocco come strumento di dominio politico.

Le imposte minacciate ai paesi che vendono petrolio a Cuba, rivelano la vera faccia dell’imperialismo.

Non si tratta di democrazia nè di diritti umani ma d’obbligare ad ubbidire ai dettami di  Washington o affrontare un castigo economico, ha affermato il coordinatore della

Cattedra Fidel Castro dell’Università di Midlands, Mafa Kwanisai. L’unica minaccia reale per la pace, la sicurezza e la stabilità nelle Americhe e di fatto a livello mondiale –ha sostenuto– è la posizione aggressiva degli USA.

EE. UU.

LA NOSTRA PATRIA NON SI ARRENDE E NON SI VENDE

«Basta aggressioni contro la sovranità di Cuba! La nostra Patria non si

arrende e non si vende!», ha proclamato con un comunicato ufficiale, l’Associazione Nazionale dei Cubani Residenti in Brasile José Martí (Ancreb- JM), che ha detto che questa azione di Washington è un tentativo disperato e criminale di provocare un collasso totale dell’economia cubana e castigare per fame e oscurità milioni di famiglie.

«Il decreto firmato ieri con il quale Trump si crede la polizia mondiale e imperatore del mondo, che segnala Cuba come una minaccia agli USA, è un ridicolo», ha sostenuto la Comunità Patriottica cubana in Nicaragua Antonio Maceo, in un messaggio pubblicato nelle reti sociali. Inoltre ha aggiunto che la minaccia è da 67 anni la dignità con il valore del popolo cubano di fronte a un blocco indurito sempre più

L’Associazione dei Cubani Residenti in Angola (Accra), ha detto: «Dall’Angola, terra sorella di Cuba e testimone dell’internazionalismo solidale del nostro popolo, la Accra alza la sua voce per ricordare che l’unità oggi è un dovere morale e che la diaspora può –e deve– essere parte della difesa, la ricostruzione  e il futuro della nazione», riferisce il comunicato.

Qualcuno, nel suo sano giudizio, una persona onesta, informata e obiettiva, può credere

che un piccolo paese bloccato, con dieci milioni di abitanti, può costituire un pericolo per la maggior potenza economica del mondo?, chiede l’Associazione Culturale José Martí di Concepción, capoluogo della regione cilena del Biobío, in Cile. ( GM/ Granma Int.)