
Una delle dimensioni più disprezzabili della criminale politica di blocco contro Cuba si associa alla violazione della sovranità nazionale.
L’impatto del blocco non solo ha un terribile effetto materiale, fatto dettagliatamente documentato, un anno dopo l’altro, dalla Cancelleria dell’Isola; ma anche perché non riconosce il concetto di sovranità che è la base stessa delle relazioni internazionali della convivenza pacifica tra le nazioni.
Giustamente, ignorare la sovranità della Repubblica di Cuba spiega d’altra parte la permanente solidarietà dei popoli, così come il sostenuto appoggio di numerosi governi nella loro condanna al blocco espresso in votazioni internazionali in eventi differenti, come il massivo appoggio annuale alla Risoluzione che il Segretario Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) presenta
all’ Assemblea Generale.
Resulta utile ricalcare quello che i documenti e lo stesso consenso internazionale intendono come rispetto della sovranità dei paesi. Considerato un principio fondamentale, stabilisce, tra l’altro,
l’indipendenza politica, l’uguaglianza giuridica degli Stati il non intervento e il più scrupoloso rispetto dell’autodeterminazione e la non intromissione nei temi interni di ogni paese.
Il rispetto dell’indipendenza si sostenta in documenti chiave del sistema della ONU come la sua Carta fondazionale del 1945, il Patto Internazionale dei diritti civil e politici del 1966, la Convenzione di Vienna sui diritti dei Trattati del 1969, o la Dichiarazione sui principi del Diritto Internazionale del 1970, per citarne solo alcuni dei più comprensivi riferenti.
Un altro tema associato che confronta con l’aggressione degli USA contro Cuba, ha a che vedere con l’illegalità rampante d’applicare sanzioni unilaterali a Cuba. La giurisprudenza stabilita al rispetto segnala chiaramente che solo il Consiglio di Sicurezza della ONU
può utilizzare questo procedimento secondo l’articolo VII della Carta della fondazione.
Questi precedenti di carattere storico e giuridico, vengono perfettamente al caso a proposito del Memorandum Presidenziale di Sicurezza Nazionale NSP/N-5 che il mandatario statunitense ha firmato lo scorso 30 giugno.
Con carattere di piattaforma politica, come ha opportunamente stabilito il vicecancelliere cubano Carlos Fernández de Cossío, il documento è un esempio scarno, senza occultamenti né opacità, di una violazione alla sovranità cubana.
Il Memorandum mostra, chiaramente, l’intenzione d’interferire nei temi interni di Cuba. Opina con forte prepotenza sul sistema politico, le norme giuridiche e, anche, l’ordinamento delle imprese cubane, stabilendo liste nere di entità cubane con le quali terzi paesi non si possono relazionare, riaffermando la extra territorialità sia del Memorandum NSP/N-5 come della internazionalmente condannata legge Helms-Burton, del 1996, estesamente citata se per caso restavano dubbi.
Con un linguaggio minaccioso, il NSP/N-5 parte dalla tradizionale politica del bastone e la carota, insistendo, come dice la citata legge Helms-Burton, che le relazioni tra Cuba e gli USA miglioreranno solo quando nell’Isola ci sarà un Governo gradito a Washington, e precedentemente si stabilirà un controllore statunitense nominato dalla Casa Bianca.
Prendendo come base questo ridotto inventario di errori del NSP/N-5, è evidente che risulta assolutamente incostituzionale la sua ottemperanza nel territorio dell’Isola.
Danneggiato d’ufficio, il Memorándum termina come un volantino che risponde a meschini e ridotti interessi di un gruppetto mafioso del sud della Florida, pericoloso per il sua attuale e probabilmente effimero potere, ma senza alcuna rappresentatività del popolo cubano, includendo la maggioranza della diaspora, che queste canaglie hanno tradito, piegandosi alla politica anti immigrante dell’attuale amministrazione, così come per generare e proporre la rottura totale con i loro familiari che stanno a Cuba.
Un altro tema sordido del NSP/N-5 ha a che vedere con la narrativa su cui si basa per tentare di fondare o legittimare la sua aggressività.
Risulta straordinaria la piena coincidenza con il racconto quotidiano che si può leggere nei media digitali o nei contenuti promossi da determinati mercenari, del denominato grappolo contro rivoluzionario.
Chiaramente, il gestore originale del relato è la burocrazia del Dipartimento di Stato o dei servizi speciali statunitensi, per cui il cluster (grappolo) citato si limita ad ampliare e funzionare come cassa di risonanza dei primi.
Matrici d’ opinione coscientemente distorte sono elaborate in temi come presunti prigioneri politici, assenza di libertà d’espressione o religiosa, o la manipolazione di questioni associate alla situazione socio economica del paese, condita frequentemente con deliranti falsità, mostrano questa stretta subordinazione, documentata inoltre da esperti e da materiali declassificati sulle «prodezze» della CIA contro Cuba.
Da lì che un’altra soluzione a proposito del tema centrale sulla sovranità cubana è l’utilizzo di un mercenario salariato da parte dell’aggressore, uniti nell’impegno d’abilitare una sorte di neocolona 2.0 nel pieno mar dei Caraibi, all’entrata stessa del Golfo del Messico, non d’America, come l’inquilino della Casa Bianca ha ribattezzato spudoratamente.
In un altro ordine di cose, il NSP/N-5 certamente suppone una smentita di quello che lo stessissimo Trump, firmante del Memorandum, ha detto nella sua recente visita in Arabia Saudita, nella quale si è mostrato contrario a qualsiasi politica di «cambio di régime», come dicono al togliere a un governo sfidante, giusta,ante quello che promuove meridianamente il Memorendum.
Il NSP/N-5 lo si può già utilizzare nelle scuole come una mostra di indissimulata ingerenza, scaltramente ambiguo per permettere alla claque “di Miami”, capeggiata dal segretario Rubio, d’ampliare l’aggressione e il blocco, protetto da una stravaganza di presunta solvenza giuridica senza riferimento in nessuna legalità internazionale.
Questa storia conferma, di nuovo, che l’antagonismo tra Socialismo Contro Imperialismo, va a di là del confronto tra due sistemi avversi; nel caso cubano la sopravvivenza del primo costituisce l’unica maniera di preservare l’indipendenza nazionale e il diritto inalienabile dei cubani di determinare la loro forma d’esistenza.
Potranno applicare arbitrariamente e crudelmente il Memorándum NSP/N-5, ne potranno venire altri nel futuro, ma la Rivoluzione in Cuba continuerà. (GM/Granma Int.)





