OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Il conflitto ha provocato lo sterminio di migliaia di persone e la distruzione di famiglie complete. Foto: AA

Mohammed, di 42 anni e padre di tre figli ha dichiarato in un rapporto dell’Organizzazione per i Diritti Umani  Amnesty Internacional che:

«A Gaza stiamo come in un’apocalisse. (...) Devi proteggere la tua famiglia dagli insetti, dal calore e non ci sono nè acqua  pulita né prodotti per l’igiene, e tutto con il bombardamento che non smette mai  È come fossimo degli esseri subumani».

La testimonianza di Mohammed riflette la realtà di migliaia di persone che soffrono l’atroce genocidio che si sta commettendo nella Striscia di Gaza.

Il conflitto, che già supera i 596 giorni di durata, ha provocato lo sterminio di migliaia di persone e la distruzione di famiglie complete.

L’Ufficio stampa del Governo di Gaza  ha informato che il Governo sionista di Israele ha lanciato 100 000 tonnellate di esplosivi sul territorio palestinese ed ha eseguito più di 12 000 massacri, dal 7  ottobre del 2023. In accordo con un comunicato che dettaglia i 19 mesi dall’inizio del genocidio, 11 926 famiglie  palestinesi sono state massacrate e tra queste 2 20 totalmente distrutte.

Massacri indiscriminati senza eccezioni nè rispetto per il diritto internazionale umanitario sono stati comuni sin dal principio.

L’Esercito  israeliano ha assassinato  52 800 palestinesi dall’ottobre del 2023. Tra le víttime si contano 12 400 donne, 1 411 lavoaratori della Salute,  113 riscattisti civili e 214 giornalisti.

La crisi sanitaria ha raggiunto livelli senza precedenti con più di 2,1 milioni di casi di malattie infettive tra le quali 71 338 diagnosi di epatite, una situazione derivata dall’esodo di massa e dal  collasso totale del sistema di Salute, e delle infrastrutture sanitarie.

Oltre agli attacchi Israele mantiene un assedio assoluto su Gaza da più di due mesi, impedendo l’entrata di 37 400 camions con aiuti alimentari e combustibile, una politica sistematica di carestia che aggrava costantemente la situazione nella regione e debilita ulteriormente la popolazione di Gaza.

La guerra non è stata solo contro le famiglie e la popolazione palestinese, ma ha attaccato e tentato di sterminare i credo e le religioni portando avanti una crociata religiosa senza precedenti nella storia recente. Gli attacchi israeliani hanno distrutto totalmente 828 moschee, danneggiato 167 parzialmente, e tre chiese e 19 cimiteri sono stati distrutti totalmente o parzialmente.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (Articolo 16.3) dice:

«La famiglia è l’elemento naturale e fondamentale della società ed ha diritto alla protezione della società e dello Stato».

Se si analizza con precisione il contesto attuale, si può  vedere la flagrante violazione ai diritti delle famiglie palestinesi. Secondo i comunicati delle Nazioni Unite più di 280 000 persone sono state sfollate dall’inizio del conflitto e migliaia lo saranno se le autorità internazionali non realizzeranno azioni.

I bambini di Gaza sono i più danneggiati dai bombardamenti e dagli sfollamenti che aumentano il rischio della separazione familiare.

In una pubblicazione in X, il Commissario Generale dell’Agenzia della ONU per i Rifugiati Palestinesi (UNRWA) ha dichiarato che secondo la Unicef, almeno cento bambini muoiono o sono feriti ogni giorno a Gaza.

Nonostante le sistematiche violazioni ai diritti umani, i genocidi e i crimini di odio commessi in Palestina continuano senza che appaiano azioni forti e decisive che contribuiscano a fermare definitivamente il crimine e quello che in piena luce è un olocausto in pieno XXI secolo.