
Stimato compagno, Yvan Gil, cancelliere della fraterna Repubblica Bolivariana del Venezuela:
Stimati Cancellieri e capi di delegazione dei paesi membri dall’ ALBA-TCP:
Compagno Jorge Arreaza Montserrat, segretario Esecutivo dell’ALBA-TCP:
Care compagne e compagni:
Porto il saluto affettuoso del Presidente Miguel Díaz-Canel al popolo venezuelano, al Presidente Nicolás Maduro Moros, a tutti i popoli e Governi dell’Alba e il loro messaggio di coraggio e certezza nella vittoria.
Questa riunione si svolge in una congiuntura cruciale, nella quale gli Stati Uniti tentano di forzare il disegno di un sistema internazionale che minaccia la pace, la stabilità e la sicurezza.
Mediante la presunta difesa di un nazionalismo estremo, un eccezionalità imperialista e razzista, il governo statunitense ricorre all’uso di strumenti economico-commerciali brutalmente punitivi, il cui effetto pernicioso si ripercuoterà negativamente nei nostri popoli.
Applica politiche discriminatorie, repressive e illegali, che aggrediscono la dignità e i diritti umani dei nostri nazionali residenti in questo paese, mentre accude al ricatto, l’intimidazione e l’implementazione di un numero crescente di misure coercitive unilaterali contro le nostre nazioni, che violano il Diritto Internazionale.
In questo disegno, le risorse naturali, le infrastrutture critiche e le legittime relazioni internazionali che sviluppiamo con altri paesi sono minacciate e chi non si sottomette al piano imperiale subisce un’aggressiva persecuzione extra territoriale.
Gli Stati Uniti cercano d’imporre violentemente una nuova divisione del mondo nel quale un parte sarebbe formata da coloro che si piegano ai loro dettami mediante la realizzazione di concessioni economiche territoriali o di sicurezza, e l’atra da coloro che saranno oggetto di coercizione e aggressione, per negare di sottomettersi e per difendere l’uguaglianza sovrana e il loro diritto alla libera determinazione.
Questo disegno provoca già un diretto pregiudizio intenzionale e politicamente motivato dalla sovranità e l’indipendenza degli Stati.
Viola il principio della non ingerenza nei temi interni e rallenta gli sforzi delle nazioni nella promozione del pieno sfruttamento dei diritti umani.
Non possiamo ignorare le nuove minacce che affrontiamo: l’ingerenza straniera, la guerra non convenzionale o cognitiva e comunicazionale e i tentativi di spezzare la nostra unità.
Ci tornano in mente le parole del nostro Apostolo José Martí, e cito: «Il nostro nemico obbedisce a un piano, quello di esasperarci, disperderci, dividerci, affogarci. Per questo noi obbediamo all’altro piano: erigerci in tutta la nostra altezza, stringerci, unirci e burlarlo. Piano contro piano» (fine della citazione).
L’America Latina e i Caraibi devono continuare ad essere una Zona di Pace, come proclamò la CELAC con la firma dei capi di Stato e di Governo nel suo 2º Vertice realizzato a L’Avana nel gennaio del 2014. Il Canale di Panama appartiene unicamente al popolo panamense.
Abbiamo l’¡impegno e il dovere di mantenere un sistema basato in relazioni rispettose di amicizia e cooperazione, libero da minacce e aggressioni; così come un clima di pace, stabilità e giustizia, con il fine d’esiliare per sempre l’uso e la minaccia dell’uso della forza.
Dobbiamo lavorare per far sì che il IX Vertice della CELAC, che si realizzerà il prossimo 9 aprile nella fraterna Repubblica di Honduras, abbia come
premessa la difesa “dell’unità nella diversità”, concetto adottato dalla Comunità su proposta del Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz.
Cuba appoggia fermamente la preservazione e il consolidamento della CELAC, come meccanismo rappresentativo di concertazione e dialogo politico tra i suoi 33 paesi
Dobbiamo concentrarci per rinforzare le posizioni della Comunità, frenare le posizioni che significano un passo indietro in quanto realizzato e salvaguardare le loro radici storiche.
L’uso politicamente motivato delle deportazioni in massa, violente e razziste degli emigranti da parte degli Stati Uniti costituisce una violazione flagrante di massa e sistematica dei diritti umani dei nostri connazionali.
Dobbiamo mobilitarci per impedire che si utilizzino come armi di ricatto e pressione politica contro le nostre nazioni.
L’uso della Base Navale di Guantánamo, che gli Stati Uniti usurpano per incarcerare emigranti, è un’azione brutale e illegale che minaccia la sicurezza della pace in Cuba e della regione.
Il sequestro, senza giurisdizione nè debito processo, senza giudizio, difesa o sanzione di tribunali competenti e l’invio a terzi paesi, da parte degli Stati Uniti di emigranti venezuelani e di qualsiasi cittadinanza è un’azione atroce e costituisce un trattamento crudele disumano e degradante.
La motivazione principale dell’emigrazione cubana è economica, a causa del
genocida blocco statunitense, aggravato dall’inclusione di Cuba nella spuria lista degli Stati che, si presume, patrocinano il terrorismo, il cui impatto nella nostra economia e nelle famiglie è devastante
Abbiamo ripetuto al governo statunitense la nostra volontà di continuare ad onorare i tre Accordi Migratori Bilaterali vigenti che, sino ad oggi, si stanno compiendo con relativa normalità da parte degli Stati Uniti, che li hanno firmati, riconoscendo il fatto che rispondono all’interesse nazionale dei due paesi e apportano benefici ai due popoli.
Questo governo ha molta responsabilità nel fatto che i cubani residenti nel loro territorio con diversi status migratori, stanno lì grazie alla politicizzazione che ha singolarizzato il loro stimolo all’emigrazione per danneggiare, destabilizzare e denigrare Cuba.
Li ha indotti e chiedere e ha concesso la condizione di “rifugiati” con la frode della «paura credibile” a persone uscite dal loro paese in maniera regolare, con passaporto e biglietto aereo in linee commerciali e che appena hanno regolarizzato la loro situazione viaggiano a visitare le famiglie nella Patria dove sono nati. Sono gli unici “perseguitati politici” del mondo che agiscono così e ora sono vittime degli stessi che li hanno stimolati e accolti e che ora li minacciano senza pietà.
I politici anticubani che sono membri del Congresso statunitense e il Segretario di Stato, salvo alcune eccezioni, non sono nati in Cuba, né hanno mai visitato il paese.
Sono diventati ferocemente anticubani e corrotti e hanno lucrato con l’aggressione alla nazione cubana. Il corrotto, anodino e ricattatore
Segretario di Stato è oggi, anche con il detto Inviato Speciale, per il disonore di Nuestra América, il principale responsabile e promotore della persecuzione e del tentativo di deportazione di massa dei cubani residenti o con residenza temporanea negli USA, includendo molti che sono entrati regolarmente in questo paese, che lavorano, pagano tasse lì, ed hanno acquistato proprietà o quelli che sfruttano o malvivono aspettando l’applicazione della Legge di Ajuste Cubano, discriminatoria per tutti quelli d’altra nazionalità.
Questa è la conseguenza delle sue azioni, perchè per danneggiare Cuba, non ha esitato a danneggiarli nè a separare le loro famiglie.
Dove stanno ora e cosa fanno gli ipocriti e i cinici ?
Non difendono nemmeno quelli che hanno votato per voi. Non continuate a dissimulare nè a mentire alle famiglie separate!
Persino l’ex Senatore Robert Menéndez ha imputato e insistito che il Segretario di Stato dovrebbe accompagnarlo a purgare gli 11 anni di prigione ai quali lo hanno condannato per azioni simili di corruzione.
Riaffermiamo ancora una volta l’impegno di Cuba con un’emigrazione regolare, sicura e ordinata e il suo scontro ai reat¡ associati al movimento migratorio includendo la tratta delle persone e il traffico illegale degli emigranti.
Ugualmente, reiteriamo al governo degli Stati Uniti la disposizione a mantenere il dialogo nei temi migratori e dell’applicazione della Legge, chi ncludono la cooperazione nella prevenzione, la persecuzione di questi criminim del terrorismo e del narcotraffico,
Ringraziamo le espressioni dei membri della nostra comunità, sollecitando la fine del blocco degli USA e l’esclusione di Cuba dalla fraudolenta lista degli Stati che sipresume patrocinano il terrorismo.
Proclamiamo ancora una volta il più fermo ed energico sostegno alla Rivoluzione Bolivariana e Chavista guidata dal presidente Nicolás Maduro Moros, decisa a difendere con determinazione assoluta le minacce dirette e le inaccettabili sanzioni e pressioni esterne.
Il Venezuela continuerà vincendo ¡
Cuba reitera il suo pieno e assolto sostegno al Comandante co-presidente Daniel Ortega Saavedra, alla co-presidente Rosario Murillo e al popolo sandinista. Che finiscano le azioni di destabilizzazione contro il Governo di Riconciliazione e l’Unità Nazionale del Nicaragua!
Tutto il nostro appoggio e la solidarietà al fraterno Stato Plurinazionale della Bolivia nella difesa della sovranità contro l’ingerenza statunitense.
Le amate nazioni dei Caraibi avranno sempre in Cuba una sorella che li accompagnerà nonostante qualche rischio d’indurimento del blocco, nel loro diritto di ricevere un trattamento giusto, speciale e differenziato, imprescindibile per affrontare le crescenti sfide derivate dall’ingiusto sistema finanziario internazionale imperante e dal cambio climatico, così come nel legittimo reclamo per riparazioni e compensi di fronte agli orrori della schiavitù e del colonialismo. Lo dico con l’emozione del mio recente viaggio ufficiale in Africa, che ha compreso l’isola di Gorée.
Chiamiamo a continuare a rinforzare questa Alleanza, a chiudere le fila di fronte a coloro che pretendono d’imporci le loro agende.
«La libertà non si mendica, si conquista …» ha detto Antonio Maceo.
Siamo nel momento i cui gli Stati Uniti incrementano la campagna ignominiosa contro la cooperazione medica che Cuba offre a circa cinquanta nazioni.
È una rappresaglia vergognosa che s’appoggia a calunnie politicamente motivate nell’affanno d’aggredire Cuba e danneggiare negativamente le relazioni di cooperazione con numerosi paesi, senza misurare il danno per la salute delle famiglie con scarse entrate o che vivono in luoghi remoti.
Io chiedo al governo degli Stati Uniti: «Gli Stati Uniti saranno disposti a supplire i medici cubani nelle stesse condizioni solidali e preferenziali con medici statunitensi ?
Mentre smantellano i servizi di salute e impoveriscono i cittadini statunitensi con scarse entrate e poveri, i cubani e gli emigranti che risiedono lì e che utilizzano in massa i detti Obamacare, Medicare o MediAIalgún, quali illusi potranno pensare che invece dei soldati gli USA manderanno medici nei loro paesi?
Da parte nostra ratifichiamo la disposizione di mantenere la cooperazione stabilita con ogni paese che ce lo ha richiesto, adottata mediante accordi legali, con rispetto delle norme e delle pratiche internazionali che sono state difese con fermezza e trasparenza, particolarmente nei Caraibi, di fronte alle minacce degli Ambasciatori ProConsoli e personalmente dello stesso Segretario di Stato, quello stesso che ha tagliato le risorse per la salute della spregevole USAID,mentre ristabilisce i fondi per la destabilizzazione dei nostri paesi.
All a controffensiva imperialista rispondiamo con il nostro piano, rinforzando l’unità, globalizzando la solidarietà e fomentando l’integrazione, la cooperazione e il dialogo.
Fidel diceva che unità significa condividere obiettivi, idee, concetti e strategie, a cui si giunge con dibattiti e analisi, e cito: «Dobbiamo evitare che nell’enorme mare di criteri tattici si diluiscano le linee strategiche che immaginiamo inesistenti».
Siamo convocati a lavorare con forza, ad affrontare e vincere i colpi dell’imperialismo per difendere la pace e la sicurezza regionale.
Permettemi di trasferire la nostra assoluta convinzione che, se questa Alternativa Bolivariana continua ad avanzare con unità e con efficacia, non potranno impedirci di realizzare i sogni ai quali tante generazioni, hanno dedicato le loro vite.
Portiamo sempre con noi la fiducia e l’ottimismo nella vittoria dei padri fondatori.
Chávez e Fidel ci hanno mostrato il cammino e noi siamo convocati a preservarlo e a continuare il loro legato.
Molte grazie. (GM/ Granma Int.)





