OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Donald Trump parla in un miting nella campagna elettorale a Calhoun Ranch, nell’ottobre del 2024. Photo: AP

Donald Trump, per sua opera e disgrazia, ha revocato, martedì 25, lo status legale di circa mezzo milione di cubani, haitiani, nicaraguensi e venezuelani liberati condizionalmente negli Stati Uniti durante il mandato di Joe Biden.
Il Registro Federale ha pubblicato il 25 marzo un avviso sul programma  CHNV (per le iniziali delle nazionalità incluse), che esige che le persone che possiedono un “parole umanitario”, senza una base legale per vivere negli USA dopo il termine del programma   di libertà condizionale CHNV, devono uscire  30 giorni prima della data di finalizzazione del loro parole.
Pe via di questa imposizione di  Trump, centinaia di migliaia di persone saranno di repente esposte all’espulsione accelerata dagli Stati Uniti,  se non hanno un altro status legale come una richiesta d’asilo o lo Status di Protezione Temporanea (TPS).
Quest’ultimo permette di rimanere più tempo nel paese e il diritto al lavoro.
È un altro passo contro Cuba, Nicaragua e Venezuela, e somma Haiti, paese ugualmente disprezzato, dato che questa misura è una maniera per alleggerire il peso della sua emigrazione.
Il magnate-presidente incrementa le sue azioni, interessato a pregiudicare soprattutto il citato terzetto, cercando di creare incertezze e fomentare il caos, colpendo l’unità tra i governi e il popolo.
La notizia, commentata da diverse agenzie in Miami, la BBC, EFE, e altre nel mondo, segnala che la decisione sarà impugnata nei tribunali dagli avvocati d’immigrazione, sostenendo che coloro che sono entrati negli Stati Uniti con il  “parole umanitario”, hanno obbedito a tutte le regole e non devono perdere la loro opportunità di vivere e lavorare lì.  
Trump prepara la sua artiglieria per andare contro l’impugnazione e avanzare nella sua  disprezzabile imposizione.
Elizabeth Amarán, avvocata d’immigrazione con sede a Miami, considera «estrema e pericolosa» la decisione dell’amministrazione, per l’interpretazione che il programma non era legale quando è stato emesso dal presidente Biden.
L’attuale inquilino della Casa Bianca si affanna a catalogare come “spropositi” tutto quello che ha fatto il suo predecessore, mentre lui si muove, come ha affermato il celebre attore Robert de Niro, «tra il caos e la pazzia».
La Amarán aggiunge che mentre il tema si decide nei tribunali, l’immigrazione ha la facoltà di fernare e deportare chiunque, ma che la deportazione accelerata è un sopruso perchè il pregiudicato non ha l’opportunità di vedere un giudice.
L’agressività di Trump, che pregiudica specialmente le comunità latino americane, applica una verità obbrobriosa: non si tratta di deportare delinquenti nè emigranti senza documenti, ma di spogliarli del loro status legale, lasciandoli vulnerabili.
«La crudeltà di Trump sottolinea che il suo vero obiettivo non è stato colpire l’immigrazione illegale, ma attentare la stabilità degli immigranti legali» ha concluso
Adelys Ferro, direttrice esecutiva del Caucus Venezuelano Americano. ( GM / Granma Int.)