OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Esigere dai palestinesi che non ritornino alla loro terra come fossero una merce qualsiasi, è umiliante. Photo: TELESUR

«Gaza appartiene al popolo della Palestina», ha sostenuto nella rete sociale X,  il membro del Buró Politico e cancelliere cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, che ha sottolineato che «Israele e il suo patrocinatore, gli USA., lo devono rispettare».  Ha affermato che l’unica alternativa per  porre fine a questo conflitto del Medio Oriente é il riconoscimento allo Stato palestinese indipendente, dentro le frontiere precedenti il 1967 e con capitale Gerusalemme  Orientale.
Cuba si é sommata alla condanna internazionale delle recenti manovre della Casa Bianca per scacciare  i palestinesi dalla loro terra.
È logico che il Governo degli Stati Uniti assuma la ricostruzione di Gaza, città devastata dalle bombe e dai missili di fabbricazione statunitensi, lanciati da Israele durante più di 15 mesi di genocidio contro la popolazione palestinese.
Ma questa logica  di pagare per il male, non dà nessun diritto a Donald Trump per assicurare che «gli Stati Uniti s’impadroniscano della Striscia di Gaza», come ha detto, dopo il suo effusivo incontro con il sanguinario premier israeliano, Benjamín Netanyahu.
Non è nemmeno razionale che il segretario di Stato degli USA, Marco Rubio, esprima il suo appoggio alla proposta di Trump, aggiungendo a quanto esposto dal suo «padrone» che l’area palestinese dev’essere «liberata dal gruppo  Hamás».
Esigere che i palestinesi non ritornino alla loro terra come fossero una merce qualunque, è umiliante.
Si ha l’impressione che gli autori dei crimini e i fornitori delle armi con cui si commettono, pretendano ora d’andare alla conquista di Gaza massacrata e apparire come benefattori della sua popolazione, pensando ai milioni di dollari che potranno ottenere dal denaro pagato dai contribuenti degli Stati Uniti.
Vari paesi arabi  han espresso il loro disaccordo con Washington, tra questi Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Catar e la Lega Araba, mentre i movimento  palestinese Hamás ha criticato l’idea, dicendo che «è una ricetta per creare caos e tensione nella regione (…). Il nostro popolo nella Striscia di Gaza non permetterà che questo accada, e quello che si necessita è che finiscano l’occupazione e l’aggressione contro il nostro popolo, non espellerlo dalla sua terra». (GM/Granma Int.)