
Giustificandolo con l’irruzione degli emigranti negli Stati Uniti, così come l’entrata delle droghe nel paese, il presidente Donald Trump ha imposto dal 1º febbraio, imposte superiori al 25% per i prodotti del Messico e del Canada, e del 10% per i prodotti cinesi.
Il magnate, in maniera cinica e arrogante, ha assicurato nel suo account di Truth Social che «la misura cercherà l’età d’oro degli USA, anche se magari sarà molto doloroso».
La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha deto che «non è con l’imposizione di tasse che si risolavonoiproblemi ma dialogando».
Inoltre ha condannato qualsiasi «intenzione d’ingerenza» nel suo territorio, così come l’affermazione della Casa Bianca che il Governo messicano con i cartelli del narco traffico, e ha ordinato d’imporre imposte di risposta a Washington.
Rispetto al suo vicino del nord, Trump ha detto: «Il Canada smette d’esistere come paese viabile, decisione dura, ma sicura! Per questo si dovrebbe trasformare nel nostro amato 51º stato. (Avrà) tasse molto più basse e una miglior protezione militare per il popolo del Canadae senza imposte!».
Più umiliante? Impossibile! Ma il Presidente pensa e agisce così. Trump è stato eletto per condurre il destino degli USA e secondo lui del mondo che ha concepito.
Il primo ministro del Canada, Justin Trudeau, ha annunciato misure reciproche all’importazione di prodotti statunitensi ed ha accusato Trump di violare il trattato di libero commercio tra le due nazioni.
In quanto alla Cina, Pechino ha annunciato che denuncerà gli USA presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio e ha suggerito che Washington dovrebbe «analizzare e abbordare il suo proprio problema in maniera obiettiva e razionale, invece di minacciare ad ogni passo gi altri paesi con delle imposte».
La Camera del Commercio degli USA ha criticato le imposte di Trump avvertendo che eleveranno i prezzi…
Dal gruppo di pressione hanno spiegato che la misura non risolverà i problemi con il fentanilo e la migrazione, ma «solamente eleverà i prezzi per le famiglie statunitensi e provocherà gravi problemi alle catene dei rifornimenti». (GM/Granma Int.)





