OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE

Prensa Latina ha commentato che la mattina di domenica 8 dicembre si sono sentiti alcuni spari in zone della città, molti meno di quelli sentiti nella notte.

Sabato ci sono stati violenti combattimenti attorno al palazzo presidenziale, anche se poi si è stabilita la calma.

C’è un forte stato di panico e di confusione nella città, ha affermato un abitante. Inoltre c0è un esodo di massa delle minoranze verso la costa per timore delle azioni dell’alleanza   yihadista Hayat Tahrir al Shams (HTS,

Organizzazione per la Liberazione del Levante, (la sigla è in arabo), che ora controlla grandi estensioni di questo paese includendo le città di Hama, Aleppo e Homs.

Sia l’Esercito che le forze di sicurezza hanno consegnato le armi di fronte all’arrivo dell’opposizione per evitare un ulteriore spargimento di sangue,  ha spiegato a Prensa Latina una fonte con conoscenza della situazione che ha sostenuto che miliziani armati hanno visitato la zona di Mezzeh 86, un quartiere  a maggioranza  alauita, per calmare  la popolazione e hanno promesso che non ci sarà spargimento di sangue.

Il primo ministro della Siria, Mohamed Ghazi al-Jalali, è andato con la scorta dei miliziani di  HTS, all’hotel Four Season per fare la consegna  formale del potere a questa coalizione di milizie.

L’ obiettivo è ottenere una transizione pacifica, ha spiegato la fonte.

In una dichiarazione alla televisione  Al Arabiya, al-Jalali ha annuncitao che non conosce il luogo in cui si trova Al-Assad e ha precisato che il suo ultimo contatto con lui è stato telefonico, quando gli ha comunicato che “domani  ci vedremo”.

Secondo diversi reporters i miliziani hanno aperto le prigioni del paese includendo quella di  Sednaya, ubicata a 30 chilometri a nord della capitale.

Le  televisioni nazionali hanno cominciato a trasmettere  programmi con il logotipo dell’ antica bandiera del paese (con frange verdi,bianca e nera, e tre stelle), invece di quella adottata nel 1980 (rosso, bianca e nera con due stelle).

Nel mezzo della crisi, l’Arabia Saudita, Giordania, Egitto, Iraq, Qatar, Iran, Turchia e russia hanno reclamato una soluzione politica alla guerra ed hanno avvertito che la situazione lì è un pericolo per il Medio Oriente e per il mondo.

La situazione si è deteriorata negli ultimi giorni dopo un offensiva a sorpresa -12 giorni fa – dell’alleanza islamista.