
Gruppi di riscattisti son giunti nel luogo dell’incidente dell’ elicottero in cui viaggiava il presidente dell’Iran, Seyyed Ebrahim Raisi, ed hanno confermato la sua morte.
Il presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, Seyyed Ebrahim Raisi, è stato dichiarato morto all’alba di lunedì 19 - ora di Cuba- quando i riscattisti sono giunti nel luogo esatto nel quale è precipitato l’elicottero con il quale viaggiava dal giorno precedente. La conferma della morte è stata resa nota dal vicepresidente per i Temi Esecutivi, Mohsen Mansouri, pochi minuti dopo il ritrovamento dei passeggeri e dell’equipaggio dell’elicottero che è precipitato a terra mentre ritornavano dall’inaugurazione di una diga congiunta tra Iran e Azerbaigian.
Il sinistro è avvenuto nel nordovest del paese, nella provincia dell’Azerbaigian Orientale, e tra le autorità che accompagnavano il Presidente, c’erano il cancelliere della Repubblica, Hossein Amir-Abdollahian, e il governatore dell’Azerbaigian Orientale, Malek Rahmati, oltre a vari dirigenti.
La tragedia è avvenuta in una zona molto scoscesa, dov’è stato attivato un amplissimo dispositivo di ricerca e riscatto che ha compreso l’appoggio tecnico immediato di paesi vicini come la Turchia e la Russia, ma le difficili condizioni del clima hanno ritardato la ricerca sino a che, all’alba di lunedì -ora dell’Iran- un drone turco ha captato segnali che hanno permesso di ubicare con esattezza il punto dell’incidente.
Così come molti dignitari, mentre si realizzava la ricerca, il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz- Canel Bermúdez, aveva espresso la sua costernazione per la tragedia.
Ebrahim Raisi era presidente dell’Iran dal 5 agosto del 2021, dopo la vittoria nelle elezioni realizzate il 18 giugno di quell’anno.
Era nato nel 1960 nella città di Mashhad, a nordest di Teherán, e aveva partecipato alla Rivoluzione dell’Iran del 1979, per far cadere lo Sha, sostenuto dall’occidente.
Dopo la Rivoluzione aveva svolto numerosi incarichi giudiziari tra i quali quello di Procuratore Generale di Teherán alla fine degli anni ’80.
Poi divenne Capo Aggiunto dell’Autorità Giudiziaria, Procuratore Generale vicepresidente della Corte Suprema e Presidente della Corte Suprema.
Nel 2016 divenne membro del Consiglio degli Esperti, istanza incaricata di controllare e d’eleggere l’incarico vitalizio del leader supremo della nazione.
Nel 2017, Raisi si postulò come candidato presidenziale del Fronte Popolare delle Forze della Rivoluzione Islamica, con una campagna centrata nella lotta alla disoccupazione giovanile, la povertà e la casa. Il vincitore fu Hasán Rohaní.
Nel 2021 fu eletto presidente, con circa 18 milioni di voti, con una campagna centrata nella lotta alla corruzione. (GM/Granma Int.)





