
Il ministro di Salute Pubblica di Cuba, José Ángel Portal Miranda, hanno contestato il tentativo della delegazione statunitense che partecipa alla 60ª sessione del Consiglio Dirigente dell’Organizzazione Panamericana della Salute di minimizzare l’impatto negativo del blocco degli Stati Uniti contro il popolo di Cuba ed ha reclamato che questa nazione smetta d’occultare al mondo il grave danno che provoca questa politica al settore assitenziale nell’Isola.
In un rapporto pubblicato nel portale del Ministero della Salute, il titolare del ramo ha sottolineato che questa volontà genocida continua
«a rappresentare un freno per lo sviluppo e il rafforzamento del Sistema Nazionale di Salute».
«E se a qualcuno sembra poco, il suo impatto negativo era stato aggravato risultando ancora più crudele nel contesto dello scontro alla pandemia
provocata dalla COVID-19, durante la quale non ci fu una sola misura per alleviarla, per il nostro paese», ha denunciato.
Portal Miranda ha segnalato ai partecipanti all’importante incontro della sanità che tra i danni principali che le misure associate al blocco portano con sé, c’è l’impossibilità d’acquistare tecnologie mediche di provenienza statunitense o con più del dieci per cento di componenti fabbricate negli USA.
Poi ha precisato che i medicinali, gli strumenti, i reagenti e altri prodotti utilizzati nell’assistenza medica si devono ottenere in mercati geograficamente lontani e in molte occasioni attraverso intermediari, e questo rappresenta un notevole incremento dei prezzi.
Il ministro ha detto anche che l’arbitraria inclusione del nostro paese nella lista degli Stati che, si presume, patrocinano il terrorismo «peggiora la situazione, perchè le banche rifiutano di realizzare trasferimenti la cui destinazione finale sia Cuba, limitando il pagamento di
contratti per l’acquisto di risorse molto importanti per il sistema».
Il ministro cubano di Salute, al termine del suo intervento, ha invitato i presenti a considerare le risoluzioni approvate dal 1992 nell’Assemblea Generale della ONU sulla necessità di porre fine al blocco.
Nonostante tutti gli ostacoli il Sistema di Salute di Cuba segue un cammino di solidarietà e cooperazione che ha reso possibile neglu ultimi 60 anni che circa 605 mila collaboratori cubani abbiamo offerto assistenza medica in 165 nazioni. Attualmente circa 23 mila lavorano in 56 paesi, ha precisato il ministro. ( GM/Granma Int,)





