OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Photo: Ismael Francisco

Un individuo ha lanciato nella notte di ieri, domenica 24, due bombe Molotov contro l’Ambasciata cubana a Washington. Nell’account in X del cancelliere cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, «non ci sono stati danni al personale e si stavano precisando i dettagli.
Il fatto è una prova ulteriore dell’impotenza degli odiatori nemici di Cuba che si sentono incomodi di fronte ai recenti successi  della diplomazia dell’Isola nella cornice del 78º periodo di sessioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Lì si sono sentiti l’appoggio, l’affetto e il sostegno dei rappresentanti dell’emigrazione, con le richieste di un maggio avvicinamento difeso da vari settori della società statunitense, come quelli della salute, della cultura e degli imprenditori.
Tanto riconoscimento per la Cuba socialista, acclamata nelle strade di Nuova York, dove il Presidente Díaz-Canel ha steso la mano amica e solidale del suo popolo al popolo statunitense, ha esacerbato la bile di coloro che utilizzano il terrorismo come espressione della loro intolleranza, cosa che Cuba ha indicato allertando le autorità degli Stati Uniti, ha informato il Ministro delle Relazioni Estere di Cuba.
Gli odiatori, al servizio della potenza più poderosa del mondo, hanno sentito in questi giorni troppa pressione: da un lato i governi di vari paesi che domandano agli Stati Uniti nella ONU la fine del blocco e l’esclusione dalla lista dei paesi presunti  patrocinatori del terrorismo, e dall’altro la guida del paese del  G77 più Cina, con l’abbraccio nelle stesse strade di  Nuova York.
La nuovo affronto è un’altra prova che Cuba non è quella che patrocina il terrorismo, mentre il Governo che la segnala così guarda con impunità le azioni di questo tipo contro l’Isola.
Quello di ieri è il secondo attacco contro l’ambasciata cubana. Il precedente è avvenuto nell’aprile del 2020, quando una persona sparò con un fucile d’assalto contro la sede.
Prensa Latina ha informato che sono 580 le azioni di terrorismo sofferte da rappresentazioni diplomatiche cubane nel mondo, dal trionfo della Rivoluzione.
Nonostante tutto questo, quelli che agiscono in modo tanto brutale sanno bene che le parole resa e sconfitta non esistono nel dizionario dei cubani. Come disse Fidel in un altro storico aprile, nel 2016, «Cuba vincerà!».
(GM/Granma Int.)